REIKI CALENDARIO CORSI TRATTAMENTI LETTURE

Home
Cos'è Reiki
Storia del Reiki
Trattamenti
Corsi Reiki
Ayurveda Reiki
Corsi a distanza
Amethyst Yoga
Meditazione
Tutti i corsi
Letture consigliate
Articoli
Pratica Reiki
Links
FAQ - Domande
L'insegnante
Privacy
Contatti

Reiki e denaro.

L'Energia non è nostra.

Ci è stato insegnato che è emanazione della Fonte - Sorgente di tutto ciò che è, della Luce divina (volendo essere precisi, alcune canalizzazioni ci rivelano che l'energia usata nel Reiki e nelle altre tecniche ad oggi utilizzate, è comunque un'energia "derivata", filtrata nell'intensità e nell'efficacia al fine di non turbare l'essere umano ancora impreparato a ricevere energie più forti).

Per questo, seguendo una linea di ragionamento, non appare giusto pretendere un compenso per trasmetterla ad altri.

Tutto è Uno, dall'Uno irradia l'Amore (se ne accorge chi è in grado di percepirlo e nella misura in cui questa capacità si sviluppa) e ben poco senso avrebbe pensare di istituire un prezzo o una tassa sull'energia: sarebbe come mettere una tassa sull'aria che si respira.

Tuttavia, risulta altrettanto evidente che nulla sulla terra è nostro, a partire dalle cose di cui ci cibiamo e che vengono dalla terra, ma che - ancora nell'epoca attuale, per come funzionano i rapporti tra esseri umani - compriamo e paghiamo.

L'energia (o ki) è allo stesso modo intorno a noi come come l'aria, gli animali, i vegetali e tutto ciò che vediamo (e, se del caso, utilizziamo, trasformiamo, vendiamo, compriamo).

Anche l'aria è stata messa in vendita, sulla terra: l'aria spray per pulire i computers viene venduta. Non ce ne meravigliamo poiché ci rendiamo conto che per metterla nella bomboletta  è necessario il lavoro di  persone che impiegano tempo e fatica per incapsularla, e che queste persone, se non fossero remunerate per ciò che fanno, non potrebbero acquistare (e pagare) il cibo per essi e i loro cari ad altri individui che a loro volta, per fornirglielo, dovranno ricevere quanto è loro necessario, secondo un ciclo che - pur discutibile e forse superabile nel futuro dell'umanità - per il momento non è bypassabile.

Allo stesso modo il maestro Reiki, nella sua attività di insegnamento, impiega il proprio tempo (sottraendolo ad altre destinazioni, tra le quali, ad esempio, un lavoro a tempo pieno al posto del part-time che si trova a fare per poter continuare ad insegnare).

Il tempo. L'umanità in terza dimensione vive secondo i canoni dello spazio e del tempo, che qualcuno considera illusioni, qualcun altro condizioni mentali, ma che in ogni caso, sulla terra, richiedono di essere osservati. Non sarebbe pensabile fingere che il tempo non esista e pensare di restare qui.

 

L'energia non è nostra, ma un seminario di Reiki non è solo conferimento di (o collegamento alla) energia. E' anche apprendimento che richiede un insegnamento, che (per le leggi di questo mondo) è necessario remunerare attraverso uno scambio.

Una soluzione a questo problema spesso sollevato da chi non riesce ad accettare la richiesta di un compenso, è la richiesta di un'offerta libera, tale da responsabilizzare la coscienza di colui che riceve. Ma, anche qui, diverse volte si viene poi a scoprire che il libero arbitrio dell'allievo si è orientato in una certa direzione non sotto il peso di debiti o difficoltà economiche realmente esistenti, ma semplicemente per conservare determinate somme di denaro da spendere in altre modalità più divertenti (vacanze, acquisto di beni di lusso, ecc.) ma anche in attività formative che, pur spesso contenenti insegnamenti di livello inferiore o comunque non superiore, sono venduti ad importi molto maggiori (corsi settoriali di PNL, di Tantra, ecc) inducendo chi li ha seguiti a pensare di avere usufruito di qualcosa che, effettivamente, abbia un valore superiore. In questo caso, il debito karmico si crea soltanto ed esclusivamente a carico dell'allievo, ma ciò non toglie che si realizzano sia una ingiustificata disparità di trattamento rispetto agli altri allievi, sia un'immagine distorta ed errata di cosa è Reiki, già troppo svalutato.

Personalmente, in passato sono sempre stato disposto a venire incontro alle esigenze di coloro i quali - seriamente motivati, spesso dal desiderio di volere alleviare gravi sofferenze personali o altrui - hanno voluto apprendere il Reiki pur trovandosi in condizioni di serie difficoltà economiche tali da impedire loro di corrispondermi i compensi. Ciò ho fatto soprattutto affidandomi alla serietà ed alla responsabilità dell'allievo e a quanto le mie intuizioni mi hanno suggerito, muovendomi peraltro sempre con prudenza e concedendo sconti e dilazioni soltanto ove fosse evidente una reale situazione di difficoltà economica.

Oggi, a seguito di diversi errori e fraintendimenti, sono giunto essere disponibile a concedere (dietro seria e motivata richiesta dell'allievo) una dilazione sull'importo dovuto: l'allievo durante il corso dovrà dare quanto può, provvedendo poi a ripassare o a trasmettere le restanti somme quando ne verrà in possesso. In questo modo, una persona che (per assurdo) incontrasse povertà per tutta la vita, non sarà mai tenuta a versarmi l'importo intero; diversamente, chi ha accampato momentanei problemi economici che successivamente si siano risolti, pagherà il restante nel momento in cui sarà tornato nella disponibilità delle somme.

L'allievo non deve preoccuparsi della destinazione del denaro ricevuto dal master né fare confronti con altri insegnanti e/o scuole e /o associazioni. E' un aspetto che non gli compete. Starà all'insegnante decidere come impiegare il denaro, che potrebbe anche essere parzialmente o totalmente utilizzato in beneficienza.

L'operatore e l'insegnante Reiki non sono necessariamente esseri dotati della piena illuminazione. Si può trattare di persone comuni, più o meno avanti nel proprio percorso di crescita spirituale e di riscoperta della propria natura divina, che essendosi appassionate all'apprendimento di una tecnica e avendone intuito le potenzialità, si offrono di diffonderla e di insegnarla, chiedendo unicamente il giusto per il tempo che impiegano e che è stato sottratto ad altra attività lavorativa che, in questo mondo, è necessaria ai più per sopravvivere.

La scelta di come mantenersi sul pianeta in modo onesto e senza togliere alcunché al nostro prossimo, può essere diversa da persona a persona. Per quanto non sia il mio caso, ritengo che insegnare il Reiki a tempo pieno non sia sicuramente attività più ignobile di altre in cui è possibile veramente arricchirsi spesso attraverso imbrogli e attività scorrette.

Consapevole che l'energia, ormai, è a disposizione di tutti e che molte persone sarebbero in grado di utilizzarla anche senza necessità di ricevere l'attivazione, non ritengo corretto fare pagare diverse centinaia di euro un corso di poche ore o di un weekend volto a far conoscere ad un gruppo di persone la dimensione dell'energia. Per questo motivo i miei prezzi nei corsi collettivi con incontro personale sono decisamente accessibili e tengono conto unicamente del tempo che spendo alla stessa maniera di qualunque insegnante privato (ad es. di latino o matematica) che desse ripetizioni munito di una formazione accademica completa e di una esperienza pluriennale.

Un'ultima considerazione.

A fronte di tutto quanto osservato, e premessa quindi la necessità di manifestare un riconoscimento al tempo impiegato da un insegnante, veniamo al quantum.

Anticamente, era usanza offrire all'insegnante, per un corso, l'equivalente di:

- una settimana del proprio stipendio, per il conseguimento del primo livello;

- un mese del proprio stipendio, per il conseguimento del secondo livello;

- un anno del proprio stipendio, per il conseguimento del terzo livello.

Tale prassi (ovviamente frutto di apposito invito) era motivata dal riconoscimento dell'importanza di un sacrificio attestante l'enorme valore di ciò che si andava a ricevere.

Ciò, senza che si ponesse il problema di come l'insegnante avrebbe potuto utilizzare il denaro, eventualmente devolvendolo in tutto o in parte in beneficenza.

Al giorno d'oggi, più che allora, deve valere la stessa considerazione, pur nella consapevolezza della speculazione che questa "usanza" ha prodotto.

Dichiararsi disposti ad insegnare Reiki a titolo di volontariato, senza richiedere nulla in cambio (eccettuata qualche motivata eccezione in cui comunque un qualche scambio vi dovrebbe essere) porta molto spesso ad una conseguenza: svilire Reiki ad uno dei tanti hobby (hobbies nel plurale in lingua inglese) che al giorno d'oggi è possibile apprendere.

Purtroppo, nei nostri piani terreni, è così. Galleggiamo in una mente collettiva, possediamo un inconscio che è programmato con centinaia di schemi, tra i quali quello per cui il valore di una cosa (qualsiasi cosa) si misura dal suo costo.

Reiki, nel ventunesimo secolo, è già anche troppo profanato (da corsi a distanza, insegnanti senza formazione, ecc) e ridotto a banalità per consentire che sia trasmesso gratuitamente o a costi irrisori.

Corrispondere un valore, e corrisponderlo in modo tale che - tra l'altro - non risulti irrisorio, è l'unica modalità per far sì che in chi chiede il corso, tutte le componenti (emozionali e mentali, consce ed inconsce) siano concordi ed allineate e l'esperienza possa essere affrontata al meglio.

 

 

 

Trecento euro sono la cifra che una una loft girl (detta anche "ragazza di appartamento") chiede per un paio d'ore di concessione del suo tempo, in un proprio appartamento o a domicilio del richiedente. Cifra sborsata mensilmente da centinaia di giovani, talvolta senza lavoro o comunque in difficoltà economica.

Un insegnante di Reiki che dedichi dieci ore del proprio tempo in un fine settimana per un corso individuale di primo o secondo livello Reiki Usui, quanto potrebbe richiedere affinché il valore di ciò che fornisce sia rispecchiato e rispettato attraverso un adeguato controvalore da chi vive in questo mondo?

 

Chiunque comprenderà che duecento euro, la cifra al momento richiesta qui per un corso individuale richiedente all'incirca dieci ore, risulta inadeguata alla profondità degli insegnamenti che (se l'allievo consente) possono essere impartiti in un corso di Reiki, eventualmente allungato con un successivo incontro. Ma si vuole lasciarla invariata proprio al fine di non precludere ancor di più l'accesso a qualcosa che già fatica a diffondersi e a farsi strada nel caos delle distrazioni di questo mondo.

 

E' pur vero che - per come i corsi Reiki sono tenuti dalla generalità dei master - la breve durata di due giornate non consente di affrontare tutte le implicazioni sottili relative al lavoro interiore su se stessi (schemi mentali, emozioni, atteggiamenti reattivi), che sarebbe da affrontare prima di permettersi di prendersi cura di altre persone con Reiki. Pertanto, chi torna a casa da un corso di Reiki, molto spesso ha la sensazione di avere imparato l'argomento in modo superficiale. Ma se fosse riconosciuto al Master l'equo compenso per il lavoro che svolge, accettando di riconoscere che si può dedicare a Reiki un tempo maggiore per apprendere, sicuramente egli avrebbe modo di aggiungere altre giornate di incontro e di poter offrire agli allievi qualcosa di maggiormente completo, come in origine l'insegnamento Reiki era.

Finché ci aspettiamo che il corso inizi il sabato e finisca il pomeriggio del giorno dopo, e che il prezzo sia tra i più contenuti della media, presumendo che si imparerà unicamente a fare trattamenti (rigorosamente vestiti), in tal caso ciò che si porterà a casa avrà il valore di quanto normalmente si paga a buon mercato.

Proviamo invece ad andare in profondità, restituiamo ai (reali) Master Reiki il loro ruolo e la profondità del messaggio che possono portare, riconosciamo tutto questo con un equo compenso per il tempo effettivamente speso a prendersi cura di noi, e gli insegnamenti Reiki consentiranno a ciascuno di fare un lavoro personale a trecentosessanta gradi, coinvolgendo aspetti propri della pnl, delle tecniche di controllo emozionale, delle pratiche tantriche e di ogni altro settore di studio che sia rivolto a sciogliere i blocchi nei confronti della vita.

 

Dal momento che, nel terzo millennio, ogni persona è nella piena possibilità di documentarsi, informarsi e scegliere le soluzioni che preferisce, è assolutamente inutile ed improduttivo di benefici giudicare l'operato di un maestro di Reiki. Nel caso non si condivida la sua linea, ci si potrà rivolgere ad altre persone.

I Maestri ed i saggi del passato (vedi anche Gesù nei Vangeli) ci insegnano che la perfezione sta nel silenzio: silenzio di accettazione, di comprensione, di compassione. Il silenzio del Padre, che fa piovere l'acqua sopra tutti (giusti e non giusti, buoni e malvagi); il silenzio di chi non fa notare al fratello la pagliuzza che crede di vedere nel suo occhio, perchè sa che potrebbe avere una trave nel proprio.

Il silenzio della contemplazione e dell'abbandono all'Assoluto, nel quale tutto si fonde ed ogni presa di posizione e contrapposizione perdono senso.

Ecco un altro lato della compassione dell'amore compassionevole.

Non c'è una scelta giusta o sbagliata: ogni persona è un'anima in cammino di evoluzione. In questo cammino, in cui ogni anima guarda al mondo da un proprio punto di vista, è molto importante che ad ognuno sia garantita la libertà di scegliere la guida che sente più vicina al suo modo di "camminare"; la guida che "avverte" come più "adatta" a sé.

 

 

CORSI DI REIKI (1° / 2° LIVELLO)

in MILANO

Durata: 2 giorni (sabato/domenica) -  CLICCA PER  INFO