REIKI CALENDARIO CORSI TRATTAMENTI LETTURE

Home
Cos'è Reiki
Storia del Reiki
Trattamenti
Corsi Reiki
Ayurveda Reiki
Corsi a distanza
Amethyst Yoga
Meditazione
Tutti i corsi
Letture consigliate
Articoli
Pratica Reiki
FAQ - Domande
L'insegnante
Privacy
Contatti

 

FAQ (Frequently Asked Questions)

 

1. Il Reiki è alla portata di tutti o possono accedervi soltanto persone particolarmente predisposte?

2. L'iniziazione è indispensabile per tutti oppure è possibile che alcune persone possano dare il Reiki senza averla ricevuta?

Rispondendo ad entrambe le domande (che sono collegate) possiamo affermare  - pur con le dovute riserve - che il Reiki è alla portata di tutti e che non occorrono particolari capacità o predisposizioni per accedervi. Infatti, in quanto esseri umani, così come abbiamo tutti uno stesso organismo (salvo eccezioni spesso patologiche), abbiamo tutti anche un identico sistema energetico.

Le iniziazioni (o "attivazioni") che vengono effettuate durante i corsi hanno lo scopo di collegare il sistema energetico di ognuno con l'esterno, consentendogli di canalizzare energia e di trasmetterla.

E' pur vero che si possono trovare persone con particolari predisposizioni, già parzialmente o totalmente aperte all'Energia. Ciò comporta, come conseguenza, la capacità di trasmetterla (in misura variabile) pur senza aver ricevuto l'attivazione.

E' ancora da dire, peraltro, che le attivazioni si svolgono secondo determinate modalità, utilizzando e "chiamando" una particolare energia, rappresentata e richiamata da particolari figure simboliche, alle quali l'allievo viene armonizzato. Ciò - per quanto lo stato delle nostre conoscenze sia ancora molto limitato al riguardo - significa che in un'iniziazione, oltre al collegamento dell'impianto energetico con l'esterno, avviene anche una sorta di "taratura" della lunghezza d'onda dell'energia che sarà canalizzata. E' chiaro, infatti, che il Reiki è trasmissione di energia positiva, pulita, sottile, che - a partire dal secondo livello - deve essere in grado di agire ed insinuarsi anche nel piano mentale.

E' quindi sempre conveniente ricevere le attivazioni, sia da parte di soggetti già in grado di trasmettere energia propria, sia da parte di persone con i chakra ed il sistema energetico già "aperti" all'esterno, al fine di assicurarsi che tutte le aperture siano "regolari" e che l'energia richiamata e canalizzata si armonizzi a lunghezze d'onda positive ed utili alla guarigione, piuttosto che negative e nocive.

Quanto alla seconda domanda, è anche da dirsi che lo stesso fondatore del Reiki (Mikao Usui), dopo 21 giorni di meditazione, avrebbe ricevuto l'iniziazione / attivazione direttamente dal Cosmo, attraverso un intervento soprannaturale (come tanti altri interventi che spesso avvengono nel mondo e che i parapsicologi conoscono e studiano). L'accadimento di quel fatto non esclude (ma anzi aumenta la probabilità) che ciò possa ripetersi nei confronti di altri soggetti, desiderosi di aprirsi all'energia e di operare per il bene (probabilmente la stessa cosa è accaduta anche a me in 2 esperienze, la prima delle quali è narrata sul sito www.angeliemaestri.altervista.org).

Tuttavia, dal momento che lo stesso Mikao Usui ha perfezionato tecniche di attivazione che consentono di evitare le lungaggini da lui attraversate, risulta conveniente per chiunque intenda operare con il Reiki, frequentare un regolare corso di Reiki e sottoporsi alle rituali e tradizionali attivazioni. Ogni supplemento di meditazione che l'allievo vorrà intraprendere per aumentare e rafforzare il proprio personale legame con la fonte dell'energia, non potrà essere che di aiuto.

 

3. Esiste un albo di operatori riconosciuti? Viene rilasciato un diploma?

Un albo ufficiale ed aperto a tutti, quanto meno in Italia, non esiste. Il Reiki viene insegnato da scuole, talvolta organizzate in associazioni, e da singoli insegnanti indipendenti.

Le regioni, in modo indipendente, hanno tentato di legiferare prevedendo l'istituzione di elenchi regionali di operatori e di enti formatori. Tali norme, tuttavia, sono state dichiarate incostituzionali nella misura in cui - tramite l'istituzione dei suddetti elenchi - creino privilegi per chi sia in possesso dei diplomi rilasciati dagli enti formatori regionali, o comunque introducano limiti e regole che vadano sostanzialmente a delineare l'attività di operatore Reiki come nuova professione dalla stessa Regione disciplinata.

Ne consegue che, ove non abbattute completamente le norme, gli elenchi restano e quindi restano - in alcune regioni - enti iscritti nell'elenco dei formatori accreditati, ma i diplomi che essi possano rilasciare (semmai i percorsi regionali siano attuabili e siano già iniziati) non hanno alcuna utilità aggiuntiva a quella di un qualsiasi altro attestato rilasciato da qualsiasi altro insegnante.

E' possibile approfondire l'argomento alla pagina "Reiki e normative".

Le associazioni (che per la loro struttura talvolta riescono a coinvolgere un numero maggiore di persone) consentono agli allievi o ai maestri formatisi sotto le loro scuole di iscriversi ad elenchi tenuti dalle stesse; elenchi che tuttavia non hanno ricevuto, ad oggi, alcun riconoscimento legislativo.

Ogni associazione / scuola / insegnante, tuttavia, rilascia un diploma sottoscritto dal Master formatore, attestante il livello conseguito. La denominazione "Reiki Usui" è riconosciuta in tutto il mondo.

Alcuni insegnanti (compreso il sottoscritto) consegnano altresì all'allievo lo schema del loro "lignaggio energetico", ovvero della linea di maestri che da Mikao Usui si sono trasmessi le attivazioni fino a lui.

 

4. Quanto costano i corsi e i trattamenti?

E' da dire che molte persone fanno della pratica del Reiki il proprio lavoro. Il discorso è complesso e non può non ricollegarsi a quello dell'evoluzione spirituale, che non può affrontarsi compiutamente qui.
Può dirsi, in ogni caso, che la richiesta di un corrispettivo economico, purché non eccessiva, appare ragionevole se soltanto si considera che l'operatore, che è pur sempre soltanto un canale attraverso cui scorre l'energia (e come tale un essere umano ancora in evoluzione, raramente un Illuminato), è costretto pur sempre ad usare il suo tempo libero per portare aiuto alle persone che lo cercano.
I Reiki master che effettuano trattamenti oggi, chiedono mediamente da trentacinque a settanta euro, che salgono immediatamente a centocinquanta laddove (come sempre più spesso accade) nella seduta effettuino anche una o più tecniche di massaggio insieme a Reiki. Per i trattamenti che eseguo io, alla primavera del 2015, ritengo di attribuire ad ogni trattamento un valore di cinquanta euro, ma ritengo che debba essere un aspetto da concordare in relazione alla complessiva situazione della persona, alla quantità di trattamenti che sarà effettuata, ai "risultati" che via via si conseguono. In ogni caso non deve essere l'aspetto economico ad allontanare da questa forma di aiuto.

Quanto ai corsi, nelle scuole i prezzi usualmente variano: per un 1° livello, da 150 a 250 euro; per un 2° livello da 150 a 500 euro; per un 3° si parte da 500 euro e si può arrivare a 10.000.

I prezzi da me praticati sono quelli indicati alle pagine relative ai corsi, a seconda della tipologia di Reiki richiesta. In particolare, per il metodo Usui, sarà agevole verificare (anche tramite la visita di altri siti web) che si tratta dei costi forse più contenuti tra quelli praticati in tutta Italia.

Si veda anche la pagina Reiki e denaro.

 

5. Ci sono controindicazioni nel ricevere l'iniziazione? Posso tornare al lavoro il giorno dopo?

Le iniziazioni possono arrecare qualche mutamento energetico, eventualmente avvertibile per i primi 2-3 giorni al massimo, e consistente soprattutto in un maggiore bisogno di urinare, senso di formicolio, euforia (o, al contrario, sonno). I cambiamenti non sono mai così forti da ostacolare - anche il giorno successivo al corso - una normale attività lavorativa.

 

6. Imparare il Reiki comporta / presuppone delle scelte in tema di fede e religione?

La risposta più ragionevole è NO. Il Reiki inteso in senso tecnico è soltanto una disciplina volta a canalizzare energia, che comporta l'apprendimento di alcune semplici procedure e che - una volta conferite le attivazioni (o iniziazioni) - porta a determinati effetti e risultati, a prescindere dalla fede religiosa dell'operatore.

Chiunque si senta propenso a diventare un canale di energia per aiutare il prossimo, pertanto, può avvicinarsi al Reiki e ricevere l'iniziazione senza alcun problema di fede o di coscienza.

 

Andando più a fondo, però, è chiaro che l'aspetto religioso visto in senso lato va a coinvolgere e a ricomprendere tutta la vita di una persona ed il suo modo di interpretarla.

Questo aspetto può creare problemi nel momento in cui sia la confessione religiosa di appartenenza a formulare riserve sull'apprendimento del Reiki (si vedano ad esempio le dichiarazioni, più o meno informali, della Chiesa Cattolica in merito*). In tal caso sarà il singolo soggetto a dover decidere se rispettare le regole della propria fede, se abbandonarla per il Reiki, oppure se continuare a seguirla ma reinterpretandola, senza privarsi quindi dell'esperienza del Reiki. Ogni coscienza, dotata del libero arbitrio, dovrà decidere per sé.

 

Sempre per rispondere a questa domanda (chi scrive è un ricercatore spirituale), sarà corretto accennare al fatto che, a partire dal secondo livello, ogni tentativo di inquadramento del Reiki in chiave meramente "laica" non fornisce spiegazioni appaganti. Le uniche chiavi di lettura che risultano soddisfacenti e che "reggono" anche di fronte ad esperimenti, esperienze e casi particolari, sono quelle che intravedono e riconoscono, dietro il funzionamento del sistema "Reiki", l'intervento e la collaborazione di una diversa realtà, che potremmo definire invisibile e che io chiamo il mondo spirituale; realtà costituita da altri soggetti pensanti, spesso molto più evoluti dell'essere umano, in collegamento gli uni con gli altri fino ad arrivare all'origine della Luce, dell'Energia, della creazione.

E' comunque possibile insegnare ed apprendere tutti i livelli Reiki senza bisogno di addentrarsi in nozioni di questo genere e mantenendo, quando al discorso religioso, le proprie idee e le proprie credenze.

Sarà il Reiki stesso, nel corso della vita, semmai, a mutarle per quanto potrà essere necessario.

 

* “Preso atto di una certa diffusione, anche nelle nostre Diocesi, dei cosiddetti "nuovi movimenti religiosi", di "pratiche magiche" e di tecniche che si presentano di "guarigione" o di "benessere" noi Vescovi della Metropolia sentiamo il dovere di richiamare l'attenzione dei Sacerdoti e dei Diaconi, dei Religiosi e delle Religiose, di tutti i fedeli, sulla serietà del fenomeno e delle conseguenze nocive che può produrre nelle coscienze.
Il marcato soggettivismo culturale, che caratterizza il nostro tempo, favorisce la diffusione di credenze vaghe e sincretiste, per cui ognuno sceglie dai vari ambiti religiosi o filosofici quegli elementi che ritiene a lui congeniali. Nello stesso tempo favorisce la sequela di capi carismatici che promettono sollievo del male fisico, psichico o morale e si presentano come rassicuranti punti di riferimento.
L'esaltazione della dimensione emotiva e un diffuso senso d'angoscia inclinano verso una religiosità fortemente emozionale e magica e spingono alla ricerca dello "straordinario", di esperienze gratificanti e di sensazioni di benessere fisico e psichico. In questo contesto culturale proliferano: le varie esperienze e tecniche psico-fisiche di "meditazione", di "guarigione", che di per sé non presentano verità da credere (es. Reiki), ma che in realtà insinuano una determinata visione dell'uomo e del mondo non conforme alla Rivelazione di Gesù Cristo” (Angelo Bagnasco Arcivescovo di Pesaro , Francesco Marinelli Arcivescovo di Urbino - Urbania - Sant'Angelo in Vado , Vittorio Tomassetti Vescovo di Fano - Fossombrone - Cagli - Pergola ).

 

7. Il Reiki può guarire tutto e tutti?

NO. AIUTA tutto e tutti ma un risultato miracoloso non è garantito e non rientra nemmeno negli esiti prevedibili dal suo funzionamento.

Ogni persona ne riceve benefici in modalità diverse e secondo tempi diversi, dipendenti anche dall'approccio psicologico che l'apprendimento della disciplina o la fruizione di trattamenti comportano.

Solitamente, la maggior parte dei disturbi fisici risulta alleviata a seguito di un minimo di 4 trattamenti effettuati in giorni consecutivi. In alcuni casi occorre continuare con decine di trattamenti.

E' pur vero che, sporadicamente, durante un trattamento a contatto o a distanza può avvenire una guarigione completa, di carattere "miracoloso": proprio per la sua eccezionalità, quest'esperienza non può essere considerata un risultato dovuto per l'allievo che si accosti a questa disciplina. Sia all'interno che all'esterno della pratica Reiki, il miracolo, quando avviene, persegue sempre uno scopo; e nella maggior parte dei casi, quello scopo è stimolare la fede.

 

8. "Ho conseguito un certo livello Reiki con altro insegnante. Posso partecipare al corso come "uditore" e quanto mi costa?

Quella che si dice essere una antica "regola" o convenzione tra insegnanti, prescrive che un maestro di reiki non debba rifiutare ad un allievo di altra scuola la possibilità di seguire nuovamente (e gratuitamente) la lezione relativa ai livelli già conseguiti.

Ai tempi in cui la regola è stata introdotta, la situazione era molto diversa da quella odierna.

Anzitutto le scuole e gli insegnanti erano pochi e spesso reperibili in luoghi molto distanti tra loro.

In secondo luogo, ai tempi (e fino a qualche decennio fa) le nozioni venivano tramandate oralmente e in particolare era proibito conservare raffigurazioni dei simboli.

In terzo luogo, ogni livello era seriamente considerato una tappa nella vita, un punto di arrivo e ripartenza nel cammino spirituale e proprio per questo potevano trascorrere diversi anni tra un livello e l'altro, che veniva impartito a discrezione dell'insegnante, in base alla sua valutazione (spesso rischiosa ed arbitraria) che l'allievo fosse "pronto".

All'interno di un tale quadro, non è difficile condividere la scelta di accogliere in modo gratiuito ad una propria lezione una persona che lo abbia chiesto avendo frequentato diversi anni prima le lezioni di altro insegnante deceduto, trasferitosi o comunque operante in altra città a seguito di un trasferimento dell'allievo. Sta bene.

Questa convenzione è rispettata ancora oggi?

Non da tutti. Anzi, si può dire che la maggior parte delle Scuole, con motivazioni diverse, ha modificato questa regola.

Qualcuno richiede un "contributo spese", sostenendo che dovrebbe apparire equo ad ogni Anima considerare la necessità, per l'allievo, di corrispondere al master che lo ospita come uditore un contributo per utilizzo dei locali, luce elettrica, riscaldamento, uso servizi.

In realtà, nessun principio può fondare una tale regola se si sostiene che la possibilità gratuita di partecipare deriva da una "convenzione". Ben può essere stato deciso di ospitare gratuitamente allievi di altri, e in tal caso, se gratuità deve esservi, ben potrebbe esservi fino in fondo senza pretendere di far dividere a questi ospiti le spese vive, che saranno sopportate dai nuovi iscritti, con le loro quote d'iscrizione.

Attenendomi a questo principio, anche io, per due anni, ho consentito ad allievi di altri insegnanti di partecipare gratuitamente. Scelta cui sono stato costretto a rinunciare per diversi motivi.

Tra l'altro, ho quindi deciso di integrare i corsi offerti con la proposta di un'attivazione del DNA (per chi voglia riceverla) secondo il metodo Golden Star Christ, nonché con inserti ed appendici (facoltativi) che introducono ad un lavoro sulla sfera energetico-emozionale. In tal modo, il programma del corso porta un'impronta che lo distingue sensibilmente da ogni altro.

Ritengo quindi equo richiedere un modesto contributo che l'ospite corrisponderà.

Il suddetto contributo varia in base al corso seguito, dal momento che nei corsi superiori e avanzati è maggiore la possibilità che l'ospite fruisca di spiegazioni ed assimili nozioni che non conosce.

- 1° livello: contributo di € 10,00

- 2° livello: contributo di € 20,00

- 3° livello (A o B): per le peculiarità del programma, non è consentita la partecipazione agli ex allievi di altre scuole.

Qualora interessi il materiale (dispense), il costo di ognuna è pari ad € 5,00.

Qualora sia richiesta e concordata una nuova attivazione a quel livello, l'allievo sarà considerato un nuovo partecipante a tutti gli effetti e sarà tenuto al pagamento dell'intero importo previsto per il corso.

Come sempre, resta nella responsabilità dell'insegnante decidere come destinare quanto ricevuto, eventualmente devolvendolo in beneficenza.

In ogni caso, è necessario avvertire preventivamente e concordare la data in cui presenziare e portare originale o copia dell'attestato relativo al corso che si vuole seguire.

 

9. Vorrei iscrivermi ad un corso collettivo di ..... , però non potrei presenziare a tutti i momenti. Posso iscrivermi ugualmente, eventualmente concordando un modo per recuperare quanto non ho seguito?

No. Un corso collettivo deve essere seguito interamente.

Precedenti esperienze in cui ho fatto tentativi di questo genere hanno portato problemi inimmaginabili sia in termini di interruzioni della lezione (per entrata e/o uscita di allievi ritardatari o con impegni) sia in termini di tempo (necessità di recuperare le ore non seguite con lezioni individuali) sia di ordine etico (qualche allievo ha ritenuto che, pur avendo dovuto recuperare le ore perse con lezioni individuali, l'importo versato per l'iscrizione al corso collettivo dovesse restare pressoché invariato; ciò ha comportato un mio dispendio di ore aggiuntivo e non remunerato nonché, sempre da parte mia, l'effettuazione di preferenze ingiustificate a danno degli allievi che avevano presenziato puntualmente ed integralmente alle lezioni).

L'unica strada percorribile per chi non possa presenziare ad ogni momento del corso collettivo è frequentare un corso individuale, concordando i momenti di incontro.

 

10. Per ricevere un trattamento reiki è necessario spogliarsi?

In genere, per un normale trattamento Reiki metodo Usui, non è necessario.

E', tuttavia, una possibilità che potrebbe rivelarsi opportuna ed utile alla persona che decide di attuarla per diverse ragioni, alcune inerenti il flusso dell'energia, altre inerenti il lato psichico della persona, che andremo a spiegare.

Una certa quantità di energia filtra normalmente attraverso i vestiti, così come è vero che viene trasmessa (dalla mano) anche se si lascia qualche centimetro di distanza dal corpo del ricevente.

Tuttavia, sia ogni strato di vestiario, sia ogni millimetro di distanza lasciato, sono fattori che diminuiscono il flusso di energia.

Le affermazioni di molte scuole, associazioni ed insegnanti di reiki, secondo le quali è possibile trattare il ricevente (soprattutto nelle "parti intime") a distanza, pur mantenendo la stessa efficacia del contatto, sono semplicistiche e superficiali.

Esperimenti eseguiti dal sottoscritto con la collaborazione di persone sensibili all'energia hanno mostrato che (parificando l'intensità maggiore a 100%) :

 

SU CORPO NUDO

- mano a contatto con la pelle: 100%

- mano a distanza di 1 cm dal corpo nudo (pelle): 80%

- mano a distanza di 2 cm dal corpo nudo (pelle): 50%

 

SU CORPO VESTITO CON UN SOLO STRATO

- mano a contatto con il corpo vestito da uno strato non sintetico: 80%

- mano a contatto con il corpo vestito da uno strato sintetico: 50%

- mano a distanza di 1 cm dal corpo vestito con uno strato non sintetico: 50%

- mano a distanza di 2 cm dal corpo vestito con uno strato non sintetico: 30%

 

Trattasi di una quantificazione operata su una media di impressioni soggettive, che non può rivestire carattere scientifico, ma fornisce l'idea di come l'energia in ingresso venga percepita da chi ne ha la capacità.

 

L'obiezione che talvolta viene avanzata è la seguente:

 

"Dato che è possibile inviare Reiki a distanza (da parte di chi sia iniziato al secondo livello) e dato che è ormai comprovato che l'energia nel trattamento a distanza viene percepita anche in casi di enormi distanze e con la persona vestita, com'è possibile affermare che in un trattamento con la persona presente, un centimetro di distanza o un tessuto possano diminuire la performance del trattamento?"

 

Ebbene, tale obiezione, perfettamente legittima, viene dissolta allorché si comprenda il diverso funzionamento di Reiki nel trattamento a distanza e in quello con la persona presente.

A distanza, l'operatore esegue una meditazione in cui si riconnette con uno stato di consapevolezza interiore che supera i limiti di spazio e tempo (questo è il vero significato del "Terzo Simbolo", su cui l'operatore medita prima di inviare Reiki, e che volgarmente viene definito "Simbolo per inviare a distanza").

Ciò che si verifica nel trattamento a distanza non ha ancora trovato una spiegazione, proprio perché voluto e deciso (da inviante e ricevente) da livelli che superano quello della mente umana che si ostina a cercare di comprendere. Ci si può in ogni caso rifare agli approdi della fisica quantistica e al cosiddetto entanglement, principio secondo il quale, in un campo, modificando una particella, simultaneamente si produce una modificazione in un'altra zona.

Ora, nulla vieterebbe (in teoria) di trattare una persona presente nella stanza, vestita restando a distanza anche di alcuni metri, utilizzando la modalità del trattamento a distanza.

In pratica, però, ciò è quasi impossibile.

Inviare energia a distanza, è un procedimento che (sebbene da qualcuno banalmente definito come semplice e spontaneo) richiede all'operatore le condizioni migliori per isolarsi dalla realtà materiale e poter dimorare in strati di sé più  sottili. Quasi sempre (eccettuato il caso dei cosiddetti cerchi di luce, composti da persone addette ai lavori, preparate, iniziate al reiki ed abituate a meditare) è necessaria la solitudine ed una postura di raccoglimento (sia la posizione da seduti, sia quella del loto o altra).

L'operatore che si trovi a trattare una persona presente deve impegnare le proprie risorse nel focalizzare il flusso di energia nelle braccia e nelle mani (strumento che utilizza per passarla al ricevente); deve quindi restare in piedi per un'ora cercando di aggiustare la propria postura in modo da non provare intensi dolori che influirebbero sul trattamento. A fronte di tutto questo, eseguire contemporaneamente la meditazione a distanza, è operazione che dividerebbe l'attenzione e le energie dell'operatore, disperdendole e che onererebbe l'operatore di un'impresa faticosa ed estenuante assolutamente insensata, dal momento che dovrebbe essere intrapresa soltanto per accondiscendere a convinzioni e paure del ricevente (che sono proprio ciò che Reiki nella sua versione più "pura" mira a dissolvere).

Si legga, per un approfondimento anche di carattere psicologico, la pagina Reiki e senso del pudore

 

Per le ragioni evidenziate, la scelta di come eseguire il trattamento spetta al singolo operatore che si andrà a consultare.

A tale riguardo, per cercare di assicurare una seduta realmente efficace, il sottoscritto master informa chiunque intenda ricevere un trattamento Reiki (in sessione dedicata o durante un corso individuale) della necessità di prestare il consenso all'eventuale contatto delle mani con ogni zona del corpo, e della possibilità di essere richiesti di spogliarsi.

La nudità è peraltro richiesta nel trattamento Reiki integrato qui proposto (solitamente offerto in fruizione gratuita per la prima seduta), anche per l'eventuale necessità di impiegare oli essenziali sul corpo.

 

11. Vi sono limiti di età?

No, ogni persona a qualsiasi età può affrontare l'esperienza di un seminario Reiki, quantomeno di primo livello. Certo, nel caso dei bambini, occorrerà accertarsi che siano consapevoli di ciò che andranno ad apprendere al fine di farne un utilizzo ottimale (per questo, si ritiene in genere possibile istruire al Reiki bambini dai 6 anni in su).

Altro discorso riguarda considerazioni di età nel rapporto maestro - allievo.

Reiki, allo stesso modo di altre discipline quali insegnamenti buddhisti, tantrici, tibetani, e simili) ha una stretta attinenza con la spiritualità e con un reale, serio e concreto percorso di crescita personale in cui è molto importante l'appoggio di un punto di riferimento, il maestro.
Se è stato quasi unicamente un bene che l'evoluzione dei tempi abbia cambiato lo scenario, favorendo l'autostima, lo studio e la lettura individuali, l'auto introspezione e l'abbattimento di assurde ed anacronistiche devozioni a presunte figure semidivine di guru da venerare, dai quali recarsi in pellegrinaggio o da cui dipendere, è altrettanto vero che ancora oggi, nell'esperienza di percorsi legati all'energia e alla spiritualità, al maestro è necessariamente assegnato un ruolo importante, di cui deve essere consapevole: essere al fianco dell'allievo, restare a disposizione con discrezione, fornendo chiarimenti, spunti e riscontri quando consultato, non soltanto sulla tecnica, ma sulla vita stessa, talvolta anche ponendo esso stesso nuovi interrogativi o portando provocazioni, al fine di "smuovere" nell'allievo emozioni e schemi che, altrimenti, lo stesso tratterrebbe una vita intera senza riuscire prenderne coscienza.
E' un'incombenza che tocca, quindi, al Reiki Master che voglia adempiere al proprio compito con rispetto ed osservanza della tradizione iniziatica da cui Reiki è sorto.
Ciò premesso, un altro importante aspetto deve essere rilevato: pur nel mutato scenario, nella maggiore acculturazione della popolazione, nella crescita dell'autostima e della ricerca di una spiritualità interiore, è rimasto in essere (pur se fortemente attenuato) il pregiudizio-schema che porta ad attribuire stima e fiducia ad un maestro in base a determinati criteri, quali i lignaggi di provenienza, la nazionalità, la fama nel mondo, eventuali doni (o siddhi) posseduti ed esibiti, nonché - ultima, ma non per importanza - l'età anagrafica.
Domina ancora in modo forte, in ogni personalità umana (che potremmo chiamare Ego) la convinzione, spesso inconscia, che sia l'età anagrafica a determinare la maturità di una persona, tanto che allorché si viva l'esperienza di una relazione, dialogo, confronto con una persona appena conosciuta, scatta in maniera automatica un confronto che, rilevata l'età reciproca (anche calcolata in modo probabilistico ove non conosciuta esattamente) porta a misurare ciò che l'altro dice e trasmette attraverso l'etichetta del "più anziano di me" o "più giovane di me", prontamente sostituita in automatico, rispettivamente, da "più consapevole di me" o "meno consapevole di me".
Qualora si verifichi il secondo di questi casi (insegnante più giovane di età), e soprattutto allorché l'allievo abbia già affrontato altri percorsi attinenti l'energia o la spiritualità o abbia comunque alle spalle innumerevoli letture sul tema, ecco che (salvo eccezioni che si contano sulle dita di una mano) scatta un meccanismo di resistenza.
Sebbene tra i potenziali allievi vi siano ormai molte persone a conoscenza del fatto che esiste anche un'età dell'Anima e che, comunque, evoluzione e consapevolezza (concetti complessi e poliedrici) sono qualcosa di assolutamente svincolato sia dall'età anagrafica che dall'età dell'Anima, è da dire che l'età dell'insegnante, anche in questi casi, resta tuttora un parametro di notevole influenza sulla potenziale fiducia e stima nello stesso (con conseguente possibilità di apertura, lasciarsi andare, lasciare entrare, o al contrario chiusura, resistenza, scherno o pietà che potranno conseguirne).

Trattasi di qualcosa che si attiva subdolamente a livello inconscio, che traspare dai numerosi segni del linguaggio non verbale, e che - pur quando contestato con vigore dall'allievo - finisce quasi sempre con l'esplodere alla prima occasione di attrito, durante la quale il rapporto si interrompe o comunque termina con modalità tali da non lasciare dubbi sulla carenza di fiducia e stima nella figura dell'istruttore a suo tempo scelto.

Il lavoro, il vero Lavoro di crescita, è personale ed è sempre di chi lo fa. Ma è importante poterlo fare affiancati, almeno in certi ambiti e per certi tratti, da persone scelte come guide. Sei tu, e nessun altro (in base a ciò che senti, ma anche a come sei stato programmato dall'infanzia) a decidere quali saranno le persone alle quali deciderai di dare il potere di risvegliarti, ovvero, in altre parole, quali saranno le persone che la tua Anima deciderà di usare per illudere il tuo Ego di aver trovato il grande insegnante di cui avvertiva il bisogno, per la singola disciplina così come per la vita.

Nel cammino Reiki, un maestro non è soltanto un maestro di tecnica, ma anche un mentore che sarà lì per aiutarti a guardarti dentro e a leggere ad occhi aperti la tua vita. Sia pur per soli due giorni.

Queste le ragioni per cui, di norma, sia nei corsi collettivi che individuali, ritengo opportuno evitare l'insorgere di simili resistenze e prediligo occuparmi di persone la cui età non superi una certa soglia, in modo tale che (secondo ogni pregiudizio esistente) la mia non comporti alcun problema.
Per tali motivi, salvo eccezioni da concordare caso per caso attraverso un contatto personale (ad esempio: genitori e figli, zii / nonni con i nipoti, o comunque, persone adulte ed anziane veramente motivate e che a cuore aperto esprimano volontà di affrontare il percorso con umiltà e piena fiducia in chi hanno scelto come master), ritengo opportuno dedicarmi unicamente a seguire persone nate successivamente al 1981.
 

 

CORSI DI REIKI (1° / 2° LIVELLO)

in MILANO

Durata: 2 giorni (sabato/domenica) -  CLICCA PER  INFO

Corsi Reiki Milano - Trattamenti Reiki Milano - Corsi Reiki Piacenza - Trattamenti Reiki a domicilio - Corsi Reiki a domicilio