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Articoli di approfondimento sul Reiki.

Insegnamento e pratica del Reiki: la normativa esistente.

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Il valore della certificazione rilasciata da un insegnante privato.

Analizzeremo ora quale possa essere il valore dell’attestato rilasciato da un insegnante privato (sia esso un singolo soggetto persona fisica o una scuola privata).

Ciò dipenderà anche, in certa misura, dal tipo di materia, a seconda che sia o meno contemplata in programmi di insegnamento legalmente riconosciuti, come ad esempio le materie di un corso di laurea.

E' evidente infatti che un conto è confrontare l'insegnamento privato con l'insegnamento pubblico accreditato di materie oggetto di programmi ministeriali o comunque regolamentate; altro è individuare il valore di una certificazione privata in ambiti in cui tale regolamentazione statale non vi sia, come nel nostro caso.

Si noti, al riguardo, che il Reiki, al giorno d’oggi (primavera dell'anno 2014), non rientra in elenchi di materie di insegnamento incluse in programmi ufficiali di formazione legalmente riconosciuta.

In tutti i casi, la scelta di terminare un percorso di studi con un insegnante privato, di per sé, non consente di acquisire una certificazione avente valore legale.

Posso imparare una lingua alla perfezione frequentando per mesi o anni la casa di una persona madrelingua, che può essersi prodigata ad insegnarmi la grammatica, il vocabolario e a farmi esercitare con tanta pratica scritta e parlata; se competente, tale insegnante potrà avermi anche dato una formazione in merito alla letteratura di quella lingua ed alla storia dei Paesi in cui tale lingua è parlata. Al termine di un siffatto percorso, avrò delle conoscenze culturali molto profonde e delle abilità sicuramente notevoli, di gran lunga superiori a quelle di molti docenti di lingue nelle scuole italiane, e forse addirittura tali da non differenziarmi da una persona madrelingua. Eppure, agli occhi dello Stato, tutte le competenze acquisite non avranno un valore legale, ovvero, in parole povere, non varranno una normalissima laurea in lingue e neppure un “semplice” diploma di maturità di liceo linguistico rilasciati da istituti di istruzione statali o comunque pareggiati e quindi legalmente abilitati a rilasciare certificazioni.

Cosa può rilasciare quindi un insegnante privato estraneo ai canali di istruzioni riconosciuti dallo Stato?

Potrà rilasciare un’attestazione (chiamata “certificato”, “attestato”, “diploma”) che consiste in una dichiarazione, da parte dell’insegnante, che l’allievo ha frequentato un certo corso, o ha seguito determinate lezioni, o ancora, che ha terminato un certo percorso di studio conseguendo determinate abilità.

Quale potrà essere l’utilità, o, in un certo senso, il “valore” di tale certificato?

Trattasi, come detto, di una dichiarazione provieniente dall’insegnante e – per la natura stessa di un attestato – non tanto rivolta all’allievo, quanto ad un numero potenzialmente infinito di soggetti terzi ai quali l’attestato sarà esibito, o per ottenere un lavoro, o per comprovare le proprie capacità di operare o finanche di insegnare.

Il suo “valore”, quindi, risiede nella credibilità che questi soggetti terzi riporranno in tale insegnante, e nell’eventuale prestigio dallo stesso conseguito.

Se questo può sembrare poco nel caso di una lingua straniera, si pensi invece al ramo artistico.

Si pensi all’ipotesi di un giovane musicista che, abbandonando il conservatorio, sia riuscito a trasferirsi in una certa zona del mondo per prendere lezioni da chi è conosciuto come uno dei maggiori esponenti al mondo per la pratica musicale con un certo strumenti e in un certo genere di musica.

Se la relazione con un tale insegnante è durata un certo tempo, se nell’allievo vi erano realmente dei talenti che l’immensa fiducia nell’insegnante ha contribuito a risvegliare e se tutto è andato per il meglio, l’allievo, pur soggetto unico e quindi distinto dal suo maestro, consegue determinate abilità e – prima di congedarsi dal suo maestro per far ritorno a casa – gli chiederà di attestare con una dichiarazione l’attività didattica svolta.

Ebbene, non vi saranno dubbi che (escluse eventuali questioni di falsità del documento, e a tal proposito si ricordi che Haiashi fece autenticare dal notaio il suo attestato di Master Reiki rilasciato ad Hawayo Takata, per conferirgli una maggiore autenticità) una tale attestazione, benché non proveniente da alcun istituto di formazione, sarà considerata, agli occhi di ogni intenditore ma anche di ogni simpatizzante, segno di un profondo ed intenso percorso culturale e didattico, riservato ed accessibile a pochi.

Se quanto esposto vale per l’esempio sopra riportato (che ben può riguardare una materia musicale oggetto dei programmi di studio nei Conservatori), a maggior ragione ciò vale laddove le materie oggetto di insegnamento non rientrino in programmi ufficiali riconosciuti dalla legge.

E’ il caso del Reiki.

La validità del certificato, inoltre, assume rilievo, nell’ambito degli addetti ai lavori, per stabilire il grado di competenze acquisite.

E’ chiaro che, pur nell’assenza di programmi e percorsi di studi ufficiali, una cosa è accettare gli insegnamenti di un soggetto che si dichiari esperto di una materia, ed altra cosa è imparare da un soggetto che possa dimostrare un’attestazione, proveniente da altro maestro, che è stato completato il percorso di studi atto a consentire di insegnare ad altre persone.

Non ci si stancherà di ripeterlo anche a conclusione di questo articolo: così come, in Italia, è consentito il libero insegnamento, è consentito l’insegnamento del Reiki, disciplina (o arte, come si preferisca chiamarla) il cui insegnamento viene tramandato, nelle cerchie degli interessati, dei simpatizzanti e degli operatori, attraverso un preciso iter di apprendimento che richiede il conseguimento della qualifica di insegnanti e che lascia una “traccia”, al modo di un albero genealogico, di tutta la catena di insegnanti a partire dal fondatore Mikao Usui fino all’attuale insegnante che rilascia il certificato.

Questo, e soltanto questo sarebbe necessario sia preservato per garantire al Reiki la propria serietà.

Purtroppo, un problema è sorto, e sarà esaminato al paragrafo seguente.

 

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