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REIKI E SCIENZA
 
1. MATERIA ed ENERGIA: due facce della stessa medaglia

Fino a tutto l'800, qualunque persona avrebbe potuto affermare di avere ben chiaro in mente il concetto di "materia", rappresentato metaforicamente da qualsiasi oggetto duro (ad es. una roccia o un metallo).

Semplificando drasticamente il discorso in questa sede, può dirsi infatti che la materia veniva intesa come una realtà ben definita e caratterizzata dalla "compattezza".

Inoltre - rilievo importante nel nostro caso - il concetto di materia era tenuto ben distinto da quello di "energia".

L'energia, infatti, definita (sempre in ottica di semplificazione) come la capacità di compiere lavoro, veniva (e talvolta viene tuttora) empiricamente intesa come una "forza", una vitalità intrinseca, un raggio operatore; tutti concetti nettamente distinti da quello, sopra esaminato, di materia.

***

Agli inizi del secolo scorso (in particolare a partire dal 1915), Albert Einstein presenta la teoria della relatività. Di essa fa parte la seguente formula, una delle più famose al mondo:

E = MC2

la quale sta a significare (in prima battuta) che l'energia è uguale alla materia moltiplicata per una costante, ovvero (traendone le conclusioni sul piano teorico) che la materia e l'energia sono due volti della stessa realtà.

La teoria della relatività è stata successivamente confermata da numerosi esperimenti scientifici, attraverso i quali si è riusciti a trasformare la materia in energia (v. la bomba atomica, in cui la materia si trasforma in un'energia enorme e devastante), ma anche l'energia in materia (trasformazione delle radiazioni cosmiche in particelle di materia).

In definitiva, la materia si può trasformare in energia e l'energia in materia, e possiamo calcolare con esattezza quanta materia corrisponde a una certa energia, e viceversa.

La materia, oggi, si rivela essere energia che "appare" e si manifesta come qualcosa di compatto.
L'universo che ci circonda, gli oggetti, i liquidi, i gas (compresa l'aria che respiriamo e che sempre ci circonda) e i corpi di ogni organismo vivente (compreso il nostro corpo, scomponibile a sua volta in organi e tessuti) sono quindi forme diverse della stessa energia fondamentale.

L'intero universo viene quindi ad apparire come una rete dinamica di configurazioni di energia non separabili, ovvero un unico campo di energia che si manifesta in vario modo.
Il campo quantistico (da quantum, l'unità di misura dell'energia) è visto come l'entità fisica fondamentale, presente ovunque nello spazio; entità di cui le particelle sono soltanto condensazioni locali, concentrazioni di energia che vanno e vengono e che, di conseguenza, perdono il loro carattere individuale e si dissolvono nel campo soggiacente ad esse.


Come disse Albert Einsten: "In questo nuovo tipo di fisica [...] il campo è la sola realtà".

A questo punto sorgono spontanei due rilievi:

- questa concezione dei fenomeni fisici come manifestazioni effimere di un'entità fondamentale soggiacente è perfettamente in sintonia con la concezione orientale del mondo così come con le ermeneutiche metafisiche e religiose che, nei secoli, hanno riconosciuto l'esistenza di un "principio" fondamentale, di un Assoluto, di un logos sottostante a tutte le cose, di un Dio anche, che tutte le cose comprende, supera e trascende, e del quale tutte le cose non sono che la manifestazione effimera;

-  se energia e materia sono - in sostanza - la stessa cosa, e se l'energia può trasformarsi in materia, è chiaro che l'invio di energia della giusta lunghezza d'onda e nella giusta intensità (anche attraverso un intervento terapeutico come nel caso del Reiki) può influire sulla materia. Quindi, se in alcuni casi l'energia può sciogliere, trasformare o distruggere (ad esempio l'invio di raggi laser in forti intensità), in altri casi l'energia può consolidare e ricostruire. Se - come si è detto in base ad esperimenti effettuati - l'energia ha addirittura prodotto materia, in teoria attraverso l'energia si può ricostruire, si può guarire, si può addirittura ri-creare.

E il Reiki (Rei - Ki) è energia.

 

2. L'ENERGIA REIKI canalizzata dall'operatore: risolta ogni questione?

Abbiamo visto sopra e nella pagina "Cos'è il Reiki" che il Reiki è energia.

Ma quale energia? Che tipo di energia? Siamo in grado, allo stato delle nostre conoscenze scientifiche, di fornire una spiegazione completa ed esauriente su ogni aspetto della pratica Reiki?

La fisica ci insegna che ogni corpo (intendendo con ciò ogni oggetto anche inanimato) emette onde elettromagnetiche, della lunghezza d'onda facilmente calcolabile attraverso la "legge del corpo nero".

Ricerche e sperimentazioni svolte hanno dimostrato che gli esseri umani  emettono onde elettromagnetiche nello spettro degli infrarossi, con frequenza centrale di 9,4 micrometri. Questo aspetto è noto anche in campo militare, dal momento che recentemente sono state ideati ed utilizzati visori agli infrarossi per individuare i soldati nemici di notte.

A questo punto, una corrente di pensiero ritiene di avere individuato la spiegazione scientifica ed il fondamento del Reiki applicando la legge del corpo nero all'operatore nel momento dell'effettuazione di un trattamento.

Proseguendo su questa impostazione, quindi, il corpo dell'operatore Reiki (che è un essere umano sul quale sono state svolte determinate operazioni di carattere tecnico attraverso le attivazioni) si comporterebbe come un trasformatore di energia, idoneo a captare le onde elettromagnetiche presenti nell'aria di frequenza molto alta (ad esempio quelle comprese nella gamma degli ultravioletti e nella luce visibile) trasformandole in onde con frequenza più bassa ma che penetrano più facilmente i corpi. Seguendo in questo l'impostazione orientale, si afferma quindi che tali onde verrebbero incanalate attraverso la testa, per dirigersi nel collo, proseguire nella parte alta del busto e quindi nelle braccia, per uscire infine dalle mani.

Sorgeva però una domanda: perché allora dalle mani dell'operatore Reiki non esce anche luce visibile, ma solo radiazioni infrarosse?

La risposta è stata data, anche in questo caso, ricorrendo a leggi fisiche ben note.

Già oltre un secolo fa, George G. Stokes aveva individuato e fissato la regola secondo cui la frequenza della luce emessa da una sostanza luminescente non può essere maggiore di quella della luce incidente.

La spiegazione del risultato della regola sopra esposta venne fornita dalla teoria dei quanti di Einstein, in particolare con la cosidetta "Legge della fotoluminescenza", secondo la quale "se la sostanza fotoluminescente non va considerata sorgente continua di energia, l'energia di un quanto di energia emesso non può essere, in base al principio della conservazione dell'energia, più grande di quella di un quanto di energia incidente...". In altre parole: le onde elettromagnetiche, quando attraversano una sostanza che non sia essa stessa sorgente autonoma di energia (e si sostiene che il corpo umano non lo sia) devono per forza uscire con una frequenza minore. Essendo il corpo umano compatibile - in ordine di frequenza - con luce visibile, infrarossi corti e infrarossi lunghi, necessariamente le emissioni dell'operatore non avranno la lunghezza d'onda della luce visibile, ma inferiore (l'operatore, quindi, emetterà raggi infrarossi).

Ancora, si afferma che le cure basate sull'irradiazione del paziente con onde elettromagnetiche biocompatibili (ovvero di lunghezze d'onda compatibili con organismi viventi, e quindi raggi infrarossi, da non confondersi con le radiazioni di frequenza superiore all'infrarosso, le cd. radiazioni ionizzanti, utilizzate da tempo in medicina come terapia antitumore od altro), prodotte da appositi macchinari, iniziano ad essere utilizzate negli ospedali.

Per approfondire i legami tra fisica e pensiero orientale:
Il Tao della fisica - F. Capra (ed. Adelphi)

Per approfondire il discorso su Reiki e Scienza con particolare riferimento all'utilizzo del Reiki negli ospedali e alla sperimentazione di un macchinario emanante raggi infrarossi si può visitare il sito www.ilreiki.it

 

3. LE NOSTRE CONCLUSIONI

E' indubbiamente apprezzabile un approccio di carattere scientifico ad una disciplina che - per le sue applicazioni e la sua storia - è sempre soggetta al rischio di cadere nell'irrazionalismo e nell'esoterismo.

Sono altresì da tenere in grande considerazione le sperimentazioni che hanno fornito la prova della teoria della relatività di Einstein, in particolare dell'assunto dell'assimiliabilità di materia ed energia e di una possibilità di intervento dell'energia sulla materia (anche e soprattutto, nel nostro caso, per finalità di guarigione); assunto che rivela una sintonia tra gli esiti delle ultime scoperte scientifiche alle impostazioni orientali e metafisiche che postulano l'esistenza di un Principio, un Fondamento, un Assoluto, un Dio sotteso a tutto il cosmo e del quale i singoli enti non sono altro che manifestazioni contingenti (non si deve infatti dimenticare che il Reiki è stato scoperto proprio in un contesto orientale, attingendo a conoscenze molto più antiche sempre provenienti da quel contesto).

Quanto alle tesi relative al tipo di energia canalizzata dall'operatore Reiki (che, secondo l'impostazione più "positivista", riconduce tale energia a raggi infrarossi), è da dire che residua qualche perplessità. Infatti:

La legge della fotoluminescenza, come visto, può applicarsi al Reiki soltanto sul postulato che il corpo umano non sia una sorgente autonoma di energia.

Chi espone queste tesi, come visto sopra, da un lato sostiene che l'energia emessa dall'uomo consista in raggi infrarossi, corroborando questo assunto con la notizia dell'uso di visori a raggi infrarossi al fine di individuare persone al buio.

Ciò porta a concludere che tutti gli esseri umani emanino - in una certa misura - raggi infrarossi.

E' inevitabile, a questo punto, smettere di nascondere l'evidenza: se il corpo umano non è sorgente autonoma di energia e se tutti i corpi umani emanano raggi infrarossi, deve concludersi che tutti i corpi umani emanano energia secondo la legge della fotoluminescenza, ovvero assorbendola, canalizzandola e ritrasmettendola.

E se così è, ciò significa che - quantomeno sotto questo punto di vista con il quale si pretende di fornire una spiegazione del Reiki - non vi è alcuna differenza sostanziale tra una persona che abbia ricevuto le iniziazioni e una persona del tutto ignara del Reiki.

Prove e sperimentazioni eseguite dal sottoscritto su se stesso e su altri soggetti in modo attivo e passivo, verificate negli esiti con altri addetti ai lavori, hanno dimostrato che molte persone che hanno tentato di praticare il reiki senza aver ricevuto l'iniziazione hanno ottenuto risultati analoghi a quelli raggiunti dagli operatori regolarmente iniziati, sia dal punto di vista della percezione sensibile dell'energia (da loro e dal destinatario del trattamento), sia dal punto di vista dei benefici concreti arrecati dai trattamenti eseguiti. Altre hanno comunque ottenuto risultati e soltanto una parte sembrava totalmente chiusa all'energia.

E' pertanto necessario - per ogni operatore ma soprattutto per ogni insegnante - interrogarsi sulla reale utilità, funzione ed importanza delle attivazioni, nonché sul valore economico alle stesse attribuibile. Argomento per il quale è previsto un articolo apposito in corso di redazione.

Tale riflessione è importante anche alla luce del seguente ulteriore interrogativo.

Siamo proprio certi che il Reiki consista soltanto in raggi infrarossi?

In altre parole: sull'assunto base del Reiki che soltanto il reikista (ovvero chi ha ricevuto le iniziazioni) emette una particolare energia che è energia canalizzata dall'esterno, e sull'assunto in base al quale ogni essere umano emette raggi infrarossi, in cosa consisterà l'energia presa dall'esterno dal reikista? Sarà un supplemento degli stessi raggi infrarossi oppure - in aggiunta o in alternativa - un'altro tipo di energia con diverse lunghezze d'onda?

La scienza, nei secoli, ha mostrato di comprendere e spiegare porzioni di realtà sempre più vaste, ma pur sempre parziali, non essendo tuttora riuscita a fornire la spiegazione di svariati fenomeni. Qualcuno ha addirittura parlato del fenomeno dei "problemi di complessità crescente" per indicare il sorgere di nuovi problemi da spiegare di pari passo con il progresso della scoperta scientifica.

Non è infatti possibile escludere a priori  l'esistenza di tipi / lunghezze d'onda di energia non rilevate e non conosciute ad oggi dalla scienza.

Restando al Reiki, disciplina originata da un fenomeno mistico e comunque da nozioni estranee alla scienza, ad oggi non siamo in grado di sapere con certezza che tipo di energia fuoriesca dalle mani del reikista, né se in diverse occasioni di trattamento escano energie differenti.

Sappiamo infatti che dalla sperimentazione effettuata in ospedale di un macchinario emanante raggi infrarossi, è emerso che diversi organi e diverse patologie richiedono una ben specifica lunghezza d'onda, diversa da quella da utilizzare per altri problemi.

Sappiamo, inoltre, dall'utilizzo del Reiki, che i trattamenti portano a risultati soddisfacenti per una varietà di problemi, senza che il reikista possa agire su un regolatore per variare la lunghezza d'onda dell'energia che emana.

Ancora, in determinati episodi di trattamenti a contatto o a distanza - tra i quali quelli effettuati dal sottoscritto e quello raccontato in copertina - gli effetti hanno ricompreso fenomeni ulteriori e complementari, soprattutto relativi al piano mentale e psichico, che difficilmente possono essere prodotti dal solo utilizzo di raggi infrarossi.

Probabilmente un ricercatore di ospedale faticherebbe a produrre una guarigione quasi istantanea ad un problema cronico oppure un sogno (eventualmente comprensivo di un messaggio corrispondente a realtà e verificabile) attraverso l'emanazione di raggi infrarossi (quanto meno con le conoscenze disponibili ad oggi).

La questione non è di poca importanza e si ricollega a quella della percezione del calore da parte dell'operatore o del ricevente. Non sappiamo e non possiamo sapere quanta energia venga emanata, se non basandoci sulla nostra personale sensibilità di carattere soggettivo. Soprattutto, non possiamo sapere se si tratti soltanto di raggi infrarossi oppure di altri tipi di energie eventualmente sconosciute alla scienza contemporanea.

Probabilmente, in un normale trattamento Reiki, dalle mani dell'operatore fuoriescono raggi infrarossi e - in misura variabile - altre energie ad oggi sconosciute alla scienza, così come alla scienza resta sconosciuto il modo in cui tale energia possa adattare la propria lunghezza d'onda agli organi / ai problemi da risolvere (ad esempio: piano fisico oppure mentale, nel caso di problemi psicologici).

La rilevazione dell'energia, del resto, ha da parte sua molta strada da fare. Diverse sperimentazioni hanno dimostrato che anche la Kirlian Photography non è un mezzo di verifica decisivo per riscontrare e misurare l'uscita di energia dalle mani. Con riferimento alla pranoterapia, potete visitare la pagina http://www.metapsichica.it/P96-giroldini.htm

Forse tutto questo tema può trovare una spiegazione - almeno per ora - soltanto uscendo dalla scienza per entrare nella parapsicologia e nella spiritualità, per comprendere che nell'attività Reiki è necessaria ed ineliminabile la collaborazione del mondo spirituale.

A questo punto, per quanto questa pagina possa non essere la sede più appropriata, voglio concludere riportando una citazione tratta dai Quaderni di Sarmoung, contenenti messaggi di entità di Luce canalizzati dalla medium Ghislaine Gualdi, che ho trovato molto illuminante in argomento.

"Per essere un guaritore del nuovo mondo, ebbene occorre essere discepolo, è assolutamente necessario;
per essere un ricercatore del nuovo mondo, bisogna essere un discepolo, per essere qualsiasi cosa che appartiene al nuovo mondo, bisogna essere un discepolo.

Perché? Perché, giustamente, la conoscenza , la scienza di questo nuovo mondo integrerà totalmente tutto l'aspetto energetico; occorre assolutamente essere discepolo per poterlo capire, per sentire e poter lavorare con questo aspetto energetico. Se studiate soltanto la cosa, non potrete forzatamente percepirla e se non potete percepirla, non potrete manipolarla ed adoperarla nel vostro lavoro.
Gli individui che vivranno nell'Era futura, saranno in qualche modo il terreno stesso della mutazione, dell'alchimia; quando vorranno chiamare tale o tale altro Raggio, non sarà semplicemente un procedimento magico come lo è ora, ma l'uomo sarà veramente investito dal Raggio e ciò significherà che potrà sopportarlo e che ne sarà degno. Attualmente, il maggior numero delle guarigioni, che riguarda
giustamente la grande manipolazione di energia, passa attraverso azioni più o meno magiche, perché l'uomo non è sufficientemente evoluto per contenere il Raggio stesso e rimandarlo in seguito perché possa operare.
Allora l'uomo ne è l'intermediario; nell'invisibile ci sono degli esseri che servono come intermediari e l'uomo è l'esecutore solo dell'ultima fase dell'energia che arriva nel fisico. Ma se l'uomo potesse essere egli stesso il canale totale e integrale di quest'energia, quest'energia potrebbe agire ancora più miracolosamente;
siccome ci sono più intermediari, affinché l'umano non sia disturbato, turbato, bruciato, allora, ogni volta questi intermediari filtrano sempre di più e quando arriva l'energia, non è così miracolosa come dovrebbe essere.
Dovete innanzitutto sviluppare il vostro stato di discepolo.
E' per questo che, chiunque siate, medici, guaritori, ricercatori, qualsiasi cosa voi siate, ciò che dovete sviluppare prima di tutto, ancora prima di pensare al vostro dono, è di sviluppare il vostro stato di discepolo. Più sviluppate il vostro stato di discepolo, più automaticamente il vostro dono si moltiplica non
solamente per 2 o per 3, ma dico per 5 o 6 e anche per 10 volte.
Più vi purificate, più aumentate le vostre vibrazioni, più diverrete un lavoratore alchemico di fronte agli altri; potrete prendere tutto, potrete prendere il loro Karma, questo non li disturberà, potrete bruciare il loro cancro, non ci saranno problemi, potrete restituire loro la vista, come ha fatto quel Gran Fratello in Palestina, non ci sarà alcun problema. Tutto dipende da ciò che l'uomo è capace di trasmettere in se stesso come energia: questo è il segreto.
Ma naturalmente, per trasmettere e per essere quindi il terreno di mutazione di tutte queste energie, occorre che sviluppiate il vostro proprio terreno energetico, poiché in quel momento rappresentate ciò che rappresenta la lampadina in un locale da illuminare; se i maestri giudicano che voi piccola lampadina, non siete abbastanza forte, allora occorrerà creare dei filtri che diminuiranno la densità della corrente che deve passare.
Questo fa sì, che a seconda della lampadina, della forza della lampadina, il locale sarà più o meno illuminato, la scoperta sarà più o meno totale, la guarigione sarà più o meno totale. Quindi occorre assolutamente che sviluppiate, per così dire, il vostro amperaggio poiché tutto avviene per trasmissione di energia.
Noi vorremmo bene, a causa dello stato nel quale si trova l'umanità, trasmettere a tutti i medici, a tutti i guaritori, a tutti i veggenti del mondo, a tutti i magnetizzatori, un potere assoluto di guarigione totale; è quello che ci farebbe comodo, pensateci bene, ma se noi facessimo questa cosa, sareste i primi a morire: allo stesso modo che se mandassimo la piena intensità dell'elettricità nella lampadina, sarebbe la prima a
scoppiare, a saltare, quindi tocca a voi aumentare la vostra capacità vibratoria. Più l'aumenterete e più sarete depositari dell'energia universale e non più solamente di una energia derivata.
E' l'energia universale che riesce a dare la rivelazione di tutti i misteri e il miracolo su tutte le malattie e tutte le possessioni. Quindi, ciò che dovete sviluppare in voi è questo; ed anche se sapete benissimo che non sarà fra un anno o fra dieci anni, che riuscirete ad essere Gesù Cristo, poco importa Riuscirete forse in una sola vita a raddoppiare, a triplicare o quadruplicare il vostro proprio potenziale, se giustamente
proverete a fare in voi questo risveglio.
Come procedere? E' semplice. Essere un discepolo non è complicato, ma nello stesso tempo, richiede una certa disciplina: occorre che il modo di agire sia sincero, perché tutto poggia sulla continuità, sulla disciplina, sulla sincerità, è l'autenticità del cuore che agisce. Ma se è solo per sviluppare qualche cosa, se non si sa troppo bene che cosa, se è per stare meglio perché non ci si sente bene, allora non occorre
prendere in considerazione di essere discepolo, occorre prima di tutto occuparci dei nostri problemi e per prima cosa risolverli, poi pensare di diventare discepolo.
Liquidate i problemi, i vecchi problemi con il vicino, con il passato, con dei traumatismi, ecc.: all'ora presente esistono tutti i metodi per fare ciò. Adoperate anche i metodi della respirazione per liberarvi da queste cose, o da certi piccoli difetti; potete con il respiro giustamente liberarvi, pulire l'inconscio in qualche parte, ma occorre partecipare in pieno, perché se mancate di partecipazione a quel momento il
respiro non serve. Occorre passare ad altre tecniche meglio conosciute e che sono maggiormente imperniate sul rilassamento.
Ma, una volta che questa pulizia è stata fatta, passate veramente alla disciplina: questo non significa divenire di una disciplina estrema, no! Occorre semplicemente (e questo avviene naturalmente in quel momento, non dovete neanche costringervi, ne sforzarvi) essere veramente autentici, far sì che la disciplina diventi naturale, affinché questa diventi in qualche modo la vostra vera natura. Ciò che bisogna fare da quel momento è inviare ciascuno dei nostri pensieri in un senso di adempimento o di bene, tanto per l'umanità che per voi stessi. Occorre vivere in stretta relazione con la Gerarchia o ciò che noi chiamiamo o voi chiamate la Gerarchia
".

 

A.S.

Ricercatore di spiritualità e parapsicologia

Master Reiki Usui - Violet Flame - Kundalini

Master Karuna 1° - 2°

Fondatore del metodo Amethyst Reiki

 

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