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La meditazione

Cos'è e come iniziare a meditare

meditare - meditazione - imparare

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                      Cos'è la meditazione e come iniziare a meditare - Pag. 1 di 3

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meditare - meditazione - imparare

Meditare: quanto questa parola è stata letta e sentita, soprattutto ai nostri giorni.

Devi anzitutto sapere che questo termine indica realtà molto diverse tra loro, che oggi è molto difficile ricondurre a un concetto unitario.

Alcune persone anche addette ai lavori, oggi, per fare un po' di polemica gratuita, tendono a zittire chiunque cerchi di esprimere il suo sentire riguardo alla meditazione affermando con forza che la meditazione è uno stato di non-mente, di assenza totale di pensiero, e quindi di non-fare, di arresto di tutti i processi. Meditazione, come meditare

Una tale affermazione, qualora esternata in ambito didattico e ancor più nei confronti di chi si avvicini a questo campo, non può che far sorridere.  Meditazione, come meditare

Se infatti è vero che il fine di alcune pratiche di meditazione (e si badi bene, non tutte) è proprio quello di trascendere la mente, e se è vero che alcune delle tecniche di meditazione tra quelle che condividono questo fine ritiene che ciò possa realizzarsi attraverso l'arresto di ogni processo, è altrettanto vero che la persona comune non si trova in questa condizione; sa di non essere in tale condizione e - nel suo presente, nel suo "qui ed ora" - è alla ricerca di uno strumento, una tecnica, e quindi, un'attività che, praticata, possa consentirle di fare i passi necessari per entrare in diversi stati di coscienza e consapevolezza, sia anche lo stato di non azione e di non mente. Meditazione, come meditare

Dalla prospettiva didattica, ovvero di qualunque praticante che desideri conoscere la meditazione in quanto la ritenga utile, la meditazione è, necessariamente, una tecnica.

 

Una seconda cosa è molto importante e sarà da tenere a mente: le tecniche meditative sono innumerevoli. Dalle meditazioni visualizzate (e spesso, guidate da altra persona o da voce registrata), a quelle che mirano a disciplinare la mente attraverso "sussidi" (controllo del respiro, ripetizione di mantra, focalizzazione sulle sensazioni corporee o di centri energetici), a quelle che semplicemente creano il vuoto.

Il panorama è variegato, una sola vita probabilmente non basta per sperimentarle tutte.

 

Procederemo, in questa sede, con ordine, cercando di instradare il praticante attraverso procedure iniziali che potranno schiudergli orizzonti ampliabili a volontà.

 

La mente.

 

Cos’è.

 

In genere, si definisce con questo termine l’insieme delle facoltà intellettive di un essere umano, laddove con intelletto si può intendere, in generale, la capacità di concepire pensieri, elaborare concetti, formulare giudizi e utilizzare tutte le attività cosiddette “razionali” (calcolo, elaborazione, uso della logica).

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Volendo fare degli esempi, si utilizza la mente quando si devono risolvere delle operazioni aritmetiche; quando si calcolano gli importi delle tasse o delle altre bollette da pagare; quando, dovendo organizzare, occorre conteggiare i partecipanti ad un viaggio o ad una cena di gruppo per poter prenotare.

Utilizziamo la mente anche quando impariamo qualcosa di nuovo. Identifichiamo, cataloghiamo ed etichettiamo le informazioni recepite e provvediamo a memorizzarle, curandoci di farlo in modo tale che potremo andare a ripescare ciò che abbiamo memorizzato non appena ne avremo la necessità (per utilizzare la conoscenza acquisita, per fare dei confronti, ecc.).

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Qualcuno, nella storia del pensiero, ha affermato che la mente in quanto tale, come “apparato”, non esiste neppure, ma esisterebbero soltanto i pensieri e le loro dinamiche e quindi potrebbe parlarsi di “mente” solo con riferimento al processo di manifestazione dei pensieri (cfr., ad esempio, Osho).

In esoterismo, invece, la mente è identificata addirittura con un determinato corpo sottile visto come uno degli strati dell’aura: in particolare, è identificata con il corpo mentale, nel quale transiterebbero e sarebbero contenuti i nostri pensieri (detti pensieri – forma o forme pensiero). Alla fine, comunque – e questo è incontestabile – al di là delle varie teorie, quando si parla di mente si parla sempre di pensieri.

Approfondire questo aspetto porterebbe ad un discorso complesso e poco utile allo scopo che vogliamo prefiggerci con questo corso base.

Che esistano solo pensieri o che esista anche una struttura “mente”, per noi è indifferente: vogliamo capire meglio come funziona questa parte di noi al fine di poterci convivere e di poterla utilizzare al meglio delle nostre possibilità.

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Per riassumere, quindi, possiamo dire che mente significa attività intellettiva (concetti, giudizi, pensieri, logica).

 

 

Il problema della mente.

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Sempre più spesso (prevalentemente in ambiti di spiritualità e consapevolezza) si sente dire che la mente è un grosso limite, un problema, una trappola per l’essere umano nella sua ricerca di consapevolezza. Pertanto, si tratterebbe di qualcosa che secondo alcuni sarebbe da annullare (si ricordi l’espressione “uccidere il manas” in voga nelle antiche tradizioni indù) e che secondo altri, sarebbe comunque da gestire, incanalandone e dirigendo in modo consapevole la sua energia.

In ogni caso, la mente è vista come un aspetto da gestire.

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Vediamo di approfondire.

La meditazione - come iniziare a meditare - corso online

Non si può negare, al giorno d’oggi, nel XXI secolo, la grande utilità della mente per l’essere umano: 

1)      nelle scoperte scientifiche (che derivano da intuizioni, sì, ma necessariamente elaborate da un pensiero correttamente indirizzato in un’attività di ricerca e perfezionamento); se oggi, a differenza del secolo scorso, possiamo istantaneamente comunicare con chiunque vogliamo, anche con più persone contemporaneamente, attraverso il telefono, gli sms, la posta elettronica o un social network, dobbiamo questo all’attività della mente umana;

2)      in generale, nell’attività lavorativa dell’essere umano (ormai irrinunciabile per la maggior parte delle persone), che – sia nello svolgimento di attività manuali che intellettuali – si trova comunque a dover agire ed organizzare;

3)      nella nostra evoluzione personale intesa come aumento di saggezza e consapevolezza, permettendoci di elaborare le esperienze vissute, di “ragionarci su”, di fare confronti con altre esperienze.

In altre parole, un ponderato uso della mente in un momento successivo a quello in cui abbiamo vissuto esperienze particolarmente “forti” (gradevoli o sgradevoli che fossero), permette di rielaborarle e di farci capire (se veramente lo vogliamo) cosa dovevamo imparare da quell’esperienza e cosa abbiamo effettivamente imparato.

Permette, ad esempio, di ricordare che quanto di spiacevole ci è appena accaduto nel rapporto con una persona, rispecchia esattamente l’atteggiamento da noi tenuto, anni prima, nei confronti di qualcun altro. Permette quindi alle nostre parti spirituali più profonde di comprendere meglio noi stessi e gli altri, nonché la nostra evoluzione.

La mente può quindi essere uno strumento utilissimo, tanto nella vita pratica quanto negli ambiti più intimi della nostra vita, purché rimanga soltanto uno strumento.

Per fare un paragone che illustri questa strumentalità, potremmo pensare all’uso della parola (comprensivo degli organi che ci permettono di parlare e di ogni struttura nel sistema nervoso che ci permetta questa capacità): concorderemo sul fatto che possiamo decidere a piacimento se e quando parlare, così come possiamo decidere di tacere senza fatica in ogni altra circostanza.

Allo stesso modo dovrebbe funzionare l’attività mentale.

L’utilità della mente e la necessità che continui a funzionare, quindi, sono subordinate al suo utilizzo come strumento e alla circostanza che il suo “possessore” (la singola persona) non si faccia dominare da essa (in senso conforme, cfr. ad es.: Eckhart Tolle,  Il potere di Adesso).

Riassumendo, quindi, la mente è uno strumento prezioso, utile e necessario nell’evoluzione umana; nella vita pratica e nel lavoro; per la nostra crescita spirituale.

C’è però un problema: quasi ogni persona si trova ad essere (anche inconsapevolmente) dominata dalla mente. Più che pensare, si è pensati.

Per averne un esempio, basti provare ad osservare il pensiero.

Secondo i buddhisti, il pensiero “cammina da solo” (cfr. Dhammapada, 40), come la scimmia che salta di ramo in ramo senza nemmeno seguire un’unica direzione.

Tutto sarà più chiaro con un esempio.

Usciamo di casa, ed ecco che si affaccia il pensiero di ciò che dovremo fare al lavoro. Se è stata evocata l’immagine di un collega, ecco che l’attenzione si sposta sul ricordo di una discussione avuta con tale persona, delle emozioni provate, e quant’altro (mentre questo avviene, noi sul piano fisico attraversiamo la strada, magari con il semaforo rosso). Quindi, la vicenda ricordata e le emozioni smosse ci portano a ricordare, per associazione, altri episodi simili avuti con amici o parenti. Ipotizzando che la catena di pensieri si sia momentaneamente interrotta per l’arrivo del bus o per lo squillo del telefono, poco dopo, la vista di una persona che cammina per la strada ci porta a ricordare altra persona che le assomiglia, le sue caratteristiche, la nostalgia che ci viene nel ricordare che quella persona, con noi, ha preferito tagliare i rapporti. E immediatamente, con altra associazione di pensieri, ci mettiamo a ragionare sul fatto che – come tale persona non aveva tutti i torti ad aver interrotto il rapporto con noi – così dovremmo essere in grado di fare noi con qualcun altro da cui ormai ci sentiamo veramente esasperati. Si inizia quindi ad elaborare delle idee, delle soluzioni con cui poter realizzare tale progetto. E così via fino a quando non si giunge alla meta.

Analizzando l’esempio fatto, si può affermare che non c’è stato un solo minuto in cui i pensieri si siano fermati o comunque in cui la consapevolezza sia stata centrata in ciò che si stava facendo (camminare per strada con attenzione ad ogni attimo presente).

L’intero viaggio è stato fatto, come si usa dire, con “la testa fra le nuvole”.

Spesso, all’arrivo al posto di lavoro, a scuola, all’università o comunque nel luogo in cui ci si voleva recare, ci si sente già stanchi e stressati. Non per la fatica stessa del viaggio, ma per la miriade di attività che la nostra mente ci ha costretti a compiere.

Ovviamente, questa attività ha comportato un dispendio di energia.

Abbiamo utilizzato una parte considerevole della nostra energia per questo giro caotico di pensieri. Non ci azzarderemo a definirlo spreco di energia come molti fanno perché ogni cosa ha un suo senso nell’insieme, ma questa è una questione troppo profonda che svierebbe l’intento di questo corso.

Come iniziare a meditare - la meditazione - corso online

Chi vuole potrà provare a prestare attenzione al sorgere dei propri pensieri, eventualmente proprio durante l’uscita mattutina da casa.

Ne risulterà evidente che è quasi impossibile anche soltanto seguire le associazioni mentali. Dopo poco tempo non siamo più neppure in grado di ricostruire la catena di tutto ciò che avevamo pensato. Come imparare a meditare - la meditazione

Ci accorgiamo che questa attività mentale inizia in un luogo (necessariamente mentale) inaccessibile: potremo chiamarlo inconscio. E poi questo movimento, questa corrente sempre più forte, ad un certo punto emerge e ci tira come su una giostra dalla quale è difficile scendere perché non ci siamo mai accorti di essere saliti. Come imparare a meditare - la meditazione

Tutto questo, come detto, fa avvertire una sensazione di stanchezza e di perdita del proprio baricentro.

Tutto questo UTILIZZA E DISPERDE LA NOSTRA ENERGIA in mille rivoli, impedendole di potersi centrare e focalizzare.

Bisogna imporsi di ritornare sovrani, di riprendere il ruolo di chi comanda in casa propria. Come imparare a meditare - meditazione

Come – secondo la mitologia indù – il dio Shiva, grande asceta delle altezze montane, con un solo sguardo del suo occhio frontale (l’occhio della sapienza), ha incenerito Kâma, il demone del desiderio allorché lo stesso tentò di deviare il suo animo, così dobbiamo riuscire ad imparare come fare per “incenerire” sul nascere i processi mentali subdoli che si generano nei nostri strati inconsci e che, in quel momento, non ci servono. Meditazione meditare

La mente dovrà essere governata e gestita in modo tale che possa entrare in azione soltanto nel momento in cui le è richiesto di farlo. Come imparare a meditare - meditazione

In ogni altro momento, non dovremo esserne disturbati.

Nella pagina successiva vedremo con quali modalità sia possibile iniziare questo lavoro, mentre nella terza apprenderemo ciò che più comunemente è considerata meditazione.

 

 

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