Fare la mammografia fa male e quanto è doloroso

Reikimilano

The International University of Reiki, Tantra and Awareness

Amethyst Dharma Center

Milano (Italy)

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Dolore al seno durante la mammografia? Una soluzione. Seno dolorante mammografia fa male

Sezione ipnosi e benessere Seno dolorante mammografia fa male al seno dolore

L'esame mammografico - come ben noto - nonostante l'avvento delle macchine di ultima generazione, risulta un momento temuto ed oggetto di ansie per la maggioranza delle donne.
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Ciò è dovuto alla sensazione di disagio, fastidio, e talvolta di intenso dolore che provoca la compressione della mammella; compressione dovuta alla necessità che la ghiandola mammaria si presenti ben distesa per aversi un'adeguata e dettagliata scansione.
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Com'è ormai universalmente assodato, la compressione provocata durante l'esame non arreca in alcun modo danni permanenti, e non arreca in egual modo neppure alcun danno temporaneo, giacché i tessuti si adattano a compressioni e distensioni, quantomeno entro certi limiti che i protocolli medici rispettano, anche in considerazione delle caratteristiche della persona che si sottopone all'esame.
Tuttavia, benché la durata dell'esame sia breve e le compressioni, nelle varie rilevazioni effettuabili, abbiano una durata di pochi secondi, è il dolore percepito (particolarmente intenso per molte donne) ad essere il reale problema che spinge alcune persone a non dormire tranquillamente la notte precedente e che ha talvolta portato ad episodi lipotimici (svenimento, perdita dei sensi) durante l'esame stesso.
A poco potrà giovare il sapere che il dolore percepito è qualcosa di diverso dal dolore reale (inteso come lo stimolo sensoriale che giunge al cervello) e che viene "colorato" e quindi aumentato dall'assetto psico-emotivo della persona, e quindi dall'ansietà provata, con conseguente rilascio di endorfine.
Quand'anche sia così, il problema che resta, è che la mammografia, per molte donne, fa male. E se già una volta ha fatto male, è normale aspettarsi che si generi nella persona la paura di rivivere l'esperienza, e che lo stato di ansietà si generi già diversi giorni prima della data in cui l'esame dovrà essere ripetuto.

Ovviamente, ogni persona è unica e diversa da ogni altra. Ovviamente la soglia del dolore e la sensibilità in questa o quella zona del corpo può variare. Ovviamente ci sono donne che negano di provare dolore nel momento di siffatto esame o che affermano di provare unicamente un lieve fastidio da schiacciamento. Resta il fatto che vi sono molte altre donne che - almeno allorché decidano di aprirsi con una persona di fiducia - ammettono che, nel loro caso, non è così e il dolore provato è notevole.
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Che fare quindi? Quali prospettive?
Continuare a serbare preoccupazioni per i giorni precedenti l'esame, dormire male la notte precedente il gran giorno, farsi scendere le lacrime durante lo screening e - infine - sfogarsi online definendo le attrezzature "le nuove macchine di tortura"...... oppure ..... guardarsi intorno e cercare una soluzione che sia semplice ed alla portata di tutti?

Una soluzione esiste
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Ti piacerebbe poterti presentare all'esame senza alcuna preoccupazione, ben consapevole di ciò che avverrà, e ben consapevole del fatto che tutto ciò che potrà esserti fatto non ti arrecherà alcun dolore? Sottoponendoti, quindi, allo screening, vedendo tranquillamente con i tuoi occhi l'usuale compressione in atto, ma senza sentire alcun fastidio?
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E, in aggiunta, ti piacerebbe sapere che tutto questo avverrebbe senza l'assunzione di alcuna sostanza chimica o vegetale, bensì unicamente attraverso la tua volontà?
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Infine, ti piacerebbe sapere che l'attuazione di questa soluzione ti richiederebbe soltanto qualche ora di apprendimento ed esercizio, a fronte di un beneficio che resterà con te per tutta la vita?
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Se la risposta è affermativa, la lettura di quanto scritto qui sotto ti risulterà indubbiamente interessante.
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E' possibile provocare, in un determinato momento in cui si sia soli, un'analgesia o un'anestesia in una parte del corpo in modo che abbia una durata programmata. Quanto è dolorosa la mammografia
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E' quindi possibile, durante l'esame mammografico, attivare una siffatta anestesia in modo tale che la compressione del seno non provochi alcun dolore, né durante l'esame, né nelle fasi successive, ripristinandosi la normale sensibilità in modo graduale nelle ore successive.
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Tutto questo avviene (ed è già applicato in altri frangenti, tra cui il travaglio del parto e determinate operazioni chirurgiche dei secoli scorsi, in cui le anestesie chimiche non erano disponibili come oggi) attraverso un metodo chiamato "ipnosi" od "autoipnosi", metodo che richiede di essere spiegato e descritto in modo completo.
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Il dolore è una nostra percezione regolata da una mappa mentale.
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E' il nostro cervello la sede in cui viene elaborato il dolore fisico. Fa male. Quanto è dolorosa la mammografia?
Studi recenti e meno recenti, hanno appurato che il cervello costruisce una mappa mentale del corpo umano, contenente tutte le parti di esso (ad esempio: organi interni, pelle, braccia, gambe, mani, piedi, dita, etc.).
Allorché avvenga uno stimolo sensoriale su una parte del corpo (da un semplice tocco, all'applicazione di caldo o freddo, all'inflizione di vere e proprie sevizie), i recettori del dolore vengono stimolati e conducono (attraverso il sistema nervoso) i relativi messaggi alla mappa mentale del cervello. Lì viene decodificato l'organo o la parte del corpo stimolata e viene generata la sensazione (ad esempio, di dolore) che noi riconosciamo appartenere a quella parte del corpo e non a un'altra.
Fare la mammografia è doloroso e fa male
L'esistenza di una mappa mentale è comprovata anche da casi di "defaillance" della stessa, che portano a percepire dolore in casi in cui non può esservi. Un esempio è quello di persone a cui è stato amputato un arto e che, ciò nonostante, continuano ad affermare di sentire dolore a quell'arto. Dal momento che l'arto non vi è più, da dove può generarsi la consapevolezza di avere quell'arto, e di percepirvi dolore? Se ciò avviene, è perché la sensazione di possedere l'arto e di percepirvi dolore è generata in qualche altra parte. Chiamiamo "mappa mentale" questa parte.
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Si può ridurre il dolore senza assumere alcuna sostanza?

Sì, assolutamente.
Essendo, oltre che un ipnotista, un operatore olistico (con alle spalle alcuni anni di massaggi ayurvedici ed energetici, oltre che di Reiki) ho sempre avuto a che fare, in modalità differenti, con il corpo femminile in ogni sua parte.
Infatti, ho eseguito massaggi energetici che contemplavano anche manualità energiche e pesanti. Inoltre, ho tenuto sedute di rievocazione, trasmutazione e rilascio emozionale contemplanti anche manovre sul corpo (pressioni e, talvolta, colpi), che mi hanno costretto, più volte, a lavorare anche su tale zona del corpo, prendendo atto delle varie differenze di sensibilità al dolore riscontrabili da una persona all'altra (differenze assolutamente svincolate dalle dimensioni), così come dell'influenza esercitata dai periodi mestruali o da altre particolari circostanze, patologie comprese.
Ciò premesso, è da dire che sin dagli inizi della mia sperimentazione nel lavoro con l'ipnosi, ho sempre desiderato includere sensibilità corporea, analgesia ed anestesia tra i test preparatori ad ogni percorso ipnotico; inoltre, durante tali test, ho sempre ritenuto interessante sperimentare gli effetti delle suggestioni di analgesia e anestesia anche su zone particolarmente sensibili, quali, nella donna, il seno.
Ebbene, posso attestare personalmente che ridurre o annullare un dolore già presente, o finanche soltanto la sensibilità al dolore in una parte del corpo (e segnatamente, per ciò che ci riguarda ora, al seno), quantomeno per un lasso di tempo prefissato, è possibile.
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La sensibilità al dolore del seno può annullarsi completamente durante l'ipnosi

Ho sperimentato direttamente, più volte, il verificarsi di un'anestesia completa nel cliente durante la sessione di ipnosi. Dopo i test preliminari volti ad individuare le appropriate tecniche di induzione, opero solitamente (talvolta nel primo incontro) un test di sensibilità corporea: impartisco alla persona in trance delle suggestioni volte a circoscrivere un'area del corpo e quindi a diminuirne le sensazioni, fino ad annullarle completamente.
Ove tale manovra sia fatta sul seno, una volta raggiunta l'insensibilità è possibile esercitarvi qualunque tipo di compressione (anche simulando la presa di una macchina per screening mammografico) senza che la persona dia segni di dolore (e tale conseguimento è chiamato analgesia), e talvolta senza che la stessa si accorga di essere toccata (in tal caso si parla di anestesia, che comporta l'annullamento di ogni percezione, anche della sensazione di essere toccati, e di ogni controllo sulla parte del corpo, sia anche la possibilità di muoverla).
Da notare che la persona ipnotizzata è sempre posta nelle condizioni di poter comunicare e dare riscontri, talvolta con la parola, talvolta con le dita o altre gestualità.
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Quanto sopra, comprova che l'annullamento della percezione del dolore è possibile, e che l'ipnosi consente di agire sulla mappa mentale per regolare l'intensità degli stimoli in entrata.
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L'insensibilità può essere prolungata anche una volta che si è svegli
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Prima di svegliare le persone, ho sempre fatto in modo che la sensazione di "non dolore" rimanesse per alcuni minuti dopo il risveglio.
In termini tecnici, l'operazione che consente questo effetto è la suggestione post-ipnotica: un comando-istruzione che l'ipnotizzatore impartisce all'inconscio della persona (che, ovviamente, ha prestato il proprio consenso nel farsi ipnotizzare e che è informata del tipo di lavoro che va a svolgersi).
Allorché la persona si sveglia, esegue la suggestione impartitale. Suggestione che può riguardare un atto da compiere immediatamente (ad esempio, l'alzarsi ed andare a stringere la mano a qualcuno, oppure correre per la stanza imitando un animale, come potrebbe accadere in uno spettacolo da palcoscenico, ma anche, per l'appunto, il mantenere l'insensibilità in una parte del corpo) oppure da compiere e mantenere per un certo lasso di tempo, che può essere di minuti, ore, giorni (nel caso che ci interessa, la suggestione può essere di mantenere l'anestesia per due giorni).
Ebbene, in tutti i casi trattati, ho personalmente riscontrato (insieme alla persona) il permanere dell'insensibilità per tutto il lasso di tempo prescelto, benché gli effetti più forti e completi si avessero con periodi di tempo brevi, di trenta o sessanta minuti, mentre tempistiche più lunghe possono richiedere più sedute di rinforzo.
Con riferimento al seno, ugualmente, a seguito delle induzioni posti-ipnotiche impartite, diverse donne si sono meravigliate di non avvertire alcun fastidio al tocco, alla compressione (anche di forte intensità) e finanche a colpi (inferti ovviamente con cautela e previo assenso, a scopo sperimentale), laddove prima della seduta le stesse erano risultate ipersensibili tanto da pregarmi di non toccarle.
Eccoci quindi giunti alla produzione dell'effetto voluto (assenza di sensibilità al dolore) con persona sveglia. Ove in tale momento venisse effettuata la mammografia, l'esame si produrrebbe senza alcun dolore.
Resta però un problema: l'esame non si svolge immediatamente dopo l'incontro con l'ipnotista, ma in altre date. Come poter "portare" tali benefici con sé per più tempo, o come poterli riprodurre al momento giusto?

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L'anestesia può essere successivamente realizzata anche da soli

Quanto sopra sarebbe di ben poca utilità, laddove l'unica prospettiva di non sentire dolore durante un esame mammografico dovesse comportare la presenza di un ipnotista sul luogo (presenza anzitutto da far tollerare al personale sanitario, e comunque che andrebbe remunerata in base al tempo impiegato, con relativa "uscita" del professionista e tempi di attesa).
Ciò che è interessante sapere, è che dopo un paio di sedute con l'operatore, la condizione di anestesia e analgesia può essere riprodotta da soli, attraverso l'autoipnosi.
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La chiave di questa grande potenzialità è, ancora una volta, la suggestione post ipnotica, a cui associo un'altra tecnica (più conosciuta in PNL): l'ancora.

La persona, una volta terminata con me la seduta ipnotica in cui si è resa conto di aver annullato ogni percezione dolorosa, e di essere stata in grado di fare altrettanto a mente sveglia, viene rimessa in trance.
In tale sede (che può avvenire lo stesso giorno o in seduta successiva, a seconda dei casi e del tempo a disposizione) si ripete l'esperimento in modo tale da rinforzarlo, confermarlo nell'inconscio della persona e rendere sia la trance che l'anestesia-analgesia più profondi.
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Quindi, prima di fare uscire la persona ipnotizzata dalla trance, provvedo a fissare un'ancora (in questo caso, preferibilmente cinestesica): si stabilisce un gesto, un movimento del corpo (previamente discusso con l'interessata) che potrà essere ricordato e ripetuto a mente sveglia. Se eseguito quindi da svegli, in qualsiasi data e condizione, con la volontà di realizzarne gli effetti, tale gesto rievocherà nell'inconscio della persona tutto l'assetto già assunto durante l'ipnosi, e quindi l'annullamento della sensibilità al dolore in quella determinata parte del corpo per cui l'ancora è stata creata.
Il gesto potrà essere, ad esempio, l'incrociare due dita di una mano (la destra oppure la sinistra, così come predeterminato e deciso durante l'ipnosi). Al compiersi del gesto con consapevolezza e volontà di produrne l'effetto, si instaurerà in pochi secondi l'insensibilità al dolore che già la persona è stata in grado di produrre in trance con l'aiuto dell'ipnotista.

Il risultato? La persona si presenta all'esame (tranquilla, perché già certa che non avvertirà alcun fastidio). Poco prima di avvicinarsi alla macchina dello screening, esegue il gesto programmato ed attiva l'ancora. Da lì a pochi secondi non sentirà più nulla in quella parte del corpo (anestesia), oppure la sua soglia del dolore si innalzerà quanto basta per non arrecarle fastidio (analgesia), il tutto come previamente deciso e per il periodo di tempo programmato (ad esempio un quarto d'ora, oppure anche mezz'ora).
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L'ancora potrebbe aver bisogno di un certo allenamento per funzionare. E' pertanto raccomandato, dopo le sedute ipnotiche necessarie, di svolgere esercizi a casa propria e verificare personalmente l'efficacia della tecnica, non disdegnando di effettuare una ulteriore seduta ipnotica con ripetizione dei test e rinforzo dell'ancora, laddove si riscontrasse di avere difficoltà nel prodursi da soli l'analgesia-anestesia.
Un po' di tempo, costanza e volontà sono gli ingredienti che porteranno presto ogni persona al risultato desiderato: presentarsi all'esame e - senza alcun problema - osservare ciò che avviene e sottoporsi alla compressione del seno senza avvertire alcun dolore. In quanto si è "imparato" come disattivare quell'informazione nella mappa mentale; in quanto già a casa propria si è provato che funziona e così necessariamente funzionerà; in quanto già l'operatore mi ha sottoposta a tale prova, sia in trance che a mente sveglia, e anche in tale frangente non ho avvertito alcun disagio.
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Quanto e cosa occorre per imparare?

Due sedute di ipnosi (allargata a concetti di psicologia e PNL e quant'altro serva) con me a Milano, e in aggiunta, un tempo variabile da un'ora a cinque ore di allenamento a casa, che non ti costa nulla se non un po' del tuo tempo e della tua costanza.

Il costo totale per questo lavoro non è alto, varia in base al tempo impiegato, ma per due sedute, si aggira sui sessanta euro.
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Una eventuale terza seduta con me può rendersi necessaria laddove sorgano perplessità, incertezze o problemi nella pratica da soli.
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Unico aspetto da tener presente è questo: richiedendo il lavoro un periodo di esercitazione ed allenamento (così come accade per l'autoipnosi nel travaglio del parto e per altre circostanze), poco senso avrebbe pensare di correre ai ripari quando mancano due o tre giorni. E' bene attivarsi un po' prima ove possibile; ove non lo sia, si farà ciò che si può e - mal che vada - il lavoro funzionerà per il futuro.
La mammografia è dolorosa. Fare la mammografia fa male?
Applicando questo metodo, eviti di intossicarti con antidolorifici e prodotti simili, e potrai applicarvi gli opportuni adattamenti (eventualmente con qualche altra seduta) per eliminare il dolore su ogni parte del corpo e per ogni situazione.
Agli occhi di chiunque, è evidente che qualche decina di euro, due spostamenti e qualche esercizio a casa, ben sono spesi per acquisire uno strumento che rimane utilizzabile tutta la vita.
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L'ipnosi. Chi può esercitarla? Occorre una certificazione?

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L'ipnosi terapeutica rientra nell'arte medica e in quanto tale può essere esercitata soltanto da medici, tanto che da molte parti si sostiene che sia interdetta anche agli psicoterapeuti che abbiano frequentato la scuola di specializzazione post-lauream in psicoterapia. Una tale attività, pertanto, non potrebbe essere esercitata da altri soggetti senza le suindicate qualifiche, neppure ove in possesso della certificazione dell'Associazione più autorevole.
Sotto la soglia terapeutica e dell'ipnosi in senso stretto, vi è tutta una serie di tecniche volte al rilassamento e alla meditazione; tecniche che favoriscono la capacità di introspezione ed il dialogo con il proprio inconscio. Tra queste vi è il rilassamento volto alla rilettura del proprio passato, e il rilassamento per la conoscenza delle vite passate, ma vi sono anche tutte quelle tecniche che (utilizzando o meno tecniche di rilassamento ipnoide) perseguano il benessere psico-fisico della persona. Tali attività rientrano nelle professioni non regolamentate di cui alla legge 4/2013 e in quanto tali, possono essere insegnate e praticate liberamente.
La mammografia fa male? E' doloroso fare la mammografia

Per quanto mi riguarda, non sono un medico, se tale figura è ciò che cerchi. Sono un operatore olistico, ed ho dedicato anni allo studio dell'animo umano, alle tecniche di rilassamento, di induzione ipnotica ed a innumerevoli tecniche psico-emotive. Nemmeno ho ritenuto di munirmi di quelle certificazioni - oggi in voga - rilasciate da associazioni sparse sul territorio le quali, spesso imbrogliando, vendono corsi di formazione ed ingenerano nel pubblico l'idea che le loro certificazioni siano requisiti necessari per l'esercizio di un'attività olistica. E tuttavia, per oltre dieci anni ho guidato persone di ogni età in un viaggio attraverso i recessi più profondi dell'io e a visualizzare memorie di altri tempi, altri mondi, altri universi. Più recentemente, ho associato all'attività di massaggio olistico e terapia energetica, lavori di contenimento ed annullamento del dolore, sia finalizzati ad aiutare la persona in particolari situazioni, sia finalizzati ad un lavoro di consapevolezza ben più profondo sulla propria corporeità.

La mia garanzia è la mia esperienza e l'insieme delle referenze di coloro che, a me affidandosi, possono confermare i benefici ottenuti attraverso le mie sedute.

La mammografia fa male? E' doloroso fare la mammografia

Alessandro Segalini

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Quanto fa male la mammografia? La mammografia è dolorosa? Si sente dolore?

Mi presento

Mi chiamo Alessandro Segalini (più conosciuto con lo pseudonimo Shiayvam Atothas), vivo ed opero a Milano.

Ho iniziato ad interessarmi al mistero e al paranormale dall'età di otto anni, per continuare a coltivare questo interesse nell'adolescenza.

Sono diventato insegnante di Reiki e, successivamente, ho continuato ad approfondire il campo dell'energia e dell'invisibile attraverso la frequentazione di altri corsi e convegni, accogliendo esperienze di sciamanesimo, yoga, meditazione. Il tutto, finalizzato al benessere della persona in ogni suo aspetto: corpo, emozioni, mente e - per chi lo concepisce - spirito.

Interessatomi all'alchimia, ho elaborato un metodo denominato Amethyst Tantra Yoga (per il quale rinvio ad apposita pagina di questo sito o a ricerche sul web).

Pratico ed insegno in autonomia il Reiki ed altri percorsi psico-spirituali oggi rientranti nella materia olistica (tutelata dalla legge n. 4/2013) nella realtà che ho simbolicamente denominato Amethyst Dharma Center.

Sono oggi a disposizione per consulenze sulla materia olistica a trecentosessanta gradi. Posso accompagnare persone di ogni età nel proprio ed individuale percorso di crescita spirituale attraverso percorso codificati (tra cui il Reiki) o in un percorso personalizzato ed individuale, nel quale mi servo, al bisogno, di ogni tipo di strumento terapeutico: dall'ipnosi regressiva, all'uso della suggestione cosciente, alle tecniche di Amethyst Tantra Yoga al fine di lavorare sugli schemi reattivi e sulle emozioni, al massaggio energetico e terapeutico volto a coadiuvare il rilascio emozionale e a stimolare lo scorrimento dell'energia nel corpo.

 

Se desideri, in libertà, conoscermi al fine di valutare di intraprendere una terapia in cui prenderti cura di te stesso/a sotto ogni profilo (emozionale, mentale ed anche spirituale) , questi sono i miei contatti:

Milano

Dott. Alessandro Segalini

Esperto in terapie psicospirituali ed emozionali

Operatore, counselor ed insegnante di discipline olistiche ai sensi della l. 14.01.2013 n. 4

Milano
Tel. 3391615161

E-mail: reikimilano@alice.it

 

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Dott. Alessandro Segalini

(Shiayvam Atothas)

 

 

Operatore olistico
Ipnologo ed esperto in terapie di trasmutazione psico-emozionale

Grand Master Reiki  (18° liv.)

 

Fondatore del metodo Amethyst Yoga

 

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