La legge del Karma e l'evoluzione.

 

Dallo studio comparato delle principale religioni e spiritualità, nonché dai resoconti delle esperienze soprannaturali di mistici e sensitivi, sembra desumersi che, ai fini dell'ascesa spirituale e della salvezza, più che il confronto tra le buone azioni ed i peccati commessi (e quindi, più che l'abilità di riuscire a non commettere peccati già codificati), ciò che conta veramente è l'evoluzione verso la Luce.

In cosa consiste, e come, quando, si realizza tale evoluzione verso la Luce?

Possiamo dire che l'essere umano, in vita, ha due grandi potenzialità, tra loro differenti ma reciprocamente connesse, che dovrebbero costituire una vocazione naturale: in primo luogo, quella di scoprire l'amore di Dio e lasciarsi illuminare dalla sua Luce, in modo da  rifletterla a propria volta sulle altre creature; in secondo luogo, la propria evoluzione. Chiaramente, presupposto di ogni percorso umano è una dose di grazia divina, almeno se si pensa all'evidenza innegabile dell'origine della nostra esistenza, senza la quale non esisteremmo neppure. Ma pare che l'iniziativa divina agisca tramite un aiuto ulteriore, diverso a seconda dei casi, al fine di orientare (talvolta di mettere alla prova) le scelte dell'uomo.

Quanto alla prima potenzialità accennata, basti dire che chi tende all'Assoluto, alla Luce, all'amore della Fonte di senso di tutto ciò che è (Fonte che qualcuno chiamerà Dio padre, qualcun altro Madre Divina, o Tao, o Logos, ecc.) e ne comprende intimamente l'essenza, non può che sentirsene inebriato, e desideroso di comunicarlo anche alle altre creature, comprendendo nell'intimo la necessità di amarle in modo incondizionato; chi segue questa via, rende sempre più luminoso il suo spirito, e prepara la sua futura beatitudine.

Veniamo alla seconda potenzialità umana prima accennata.

Evoluzione è la "parola magica", la chiave di volta del progetto divino: far sì che ogni creatura acquisti una consapevolezza di sé e del creato sempre maggiore, impari a pensare e a comprendere ogni cosa meglio e più velocemente, consideri tutti i fattori in gioco e tutte le scelte possibili in una data situazione, acquisendo la capacità di guardarla anche nei panni del suo prossimo, ed impari a compiere un numero sempre maggiore di ragionamenti prima di intraprendere una decisione. Almeno da questo punto di vista (che è quello dell'etica), si può dire che l'evoluzione è un progressivo aumento della propria intelligenza, o, almeno, un uso sempre più affinato della stessa.

E' abbastanza evidente la diversità tra tali due percorsi. Il primo è l'esito di una scelta liberamente operata (pur se con un eventuale intervento di grazia divina), orientata in una certa direzione.  Il secondo, consistente in un profondo processo di trasformazione evolutiva di tutte le parti dell'essere umani (tra cui, nelle fasi iniziali, un aumento delle proprie capacità intellettive), non implica automaticamente l'uso delle stesse in conformità a quello che possiamo chiamare il "volere divino": può esistere, infatti, un essere umano di straordinaria intelligenza ma di altrettanta malvagità (infatti, è d'uso anche l'appellativo "mente diabolica"; chi è più addentro, dirà che questa persona sta seguendo la "via della mano sinistra", in contrapposizione alla "via della mano destra" di chi identifica una serie di precetti da seguire orientati generalmente all'amore e alla compassione).

I due percorsi sono necessari l'uno all'altro. Se infatti, come già detto, una grande evoluzione senza la tensione alla Luce può portare all'uso delle proprie capacità a fini malvagi facendo cadere nella via di sinistra, è anche vero che una grande religiosità ed un grande desiderio di compiere il "bene" (via della mano destra), pur se autentici, in una persona poco evoluta possono tradursi in un brutto carattere ed in atteggiamenti rozzi, spesso sbagliati, che possono portare una persona, animata dalle più buone e giuste intenzioni, a non accorgersi che, agendo come ha deciso per compiere del bene, in realtà finisce col trascurare altri soggetti facendo preferenze ingiustificate, con il mancare loro di rispetto, col ledere qualche loro diritto oppure con il non accorgersi che si sta offendendo o umiliando qualcuno.

In ognuno di questi casi è perfettamente possibile agire in modo diverso, almeno cercando un compromesso che produca il minor danno possibile per tutti. Una persona che ha cercato e scelto la via della Luce (con questo intendiamo solitamente la via di destra, o al massimo la via di centro), ma che abbia raggiunto anche una certa evoluzione, non potrà non accorgersi di tali implicazioni, ed impostare di conseguenza il proprio modo di agire.

 

 

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Karma (in sanscrito "azioni") è un termine che indica una legge, detta di causa ed effetto, secondo la quale ogni uomo decide del proprio destino.

Il Karma (secondo alcune tradizioni visto sottoforma di "semi"), sarebbe un insieme di forme - pensiero insite in ogni essere umano a livello conscio o inconscio, incise nella propria genetica, sulla base delle quali l'essere umano crea la propria realtà, attirando a sé esperienze di un certo tipo in base alla legge di attrazione, per la quale "il simile attrae il simile".

Se ne deduce che ciascuno è il solo e totale responsabile di ciò che gli accade.

Propriamente e letteralmente, il termina karma significa azione.

La conseguenza di tali azioni è denominata samskara.

 

Il discorso vale per tutti i piani di esistenza nel quali l'essere umano vive ed opera: piano fisico-eterico, piano astrale, piano mentale. Per questo, si parla di karma astrale e di karma mentale, in aggiunta a quello comunemente conosciuto e relativo alle azioni nel mondo fisico (non si trascuri comunque che un'azione fisica, necessariamente sarà in qualche modo frutto di una decisione che ha coinvolto le funzioni del corpo astrale e mentale dell'essere umano, con conseguente produzione di samskara astrale e mentale).

 

E' sostanzialmente impossibile, nella vita dell'essere umano, che karma non produca samskara.

 

Si pensi ad una persona che nuota nel mare e che, terminata la nuotata, torna sulla spiaggia per rivestirsi e poi andare a casa.

Dopo l'uscita dall'acqua, una certa quantità di sabbia, per leggi naturali, si attaccherà ai piedi bagnati del nuotatore.

Se la persona decidesse di correre o saltare, la stessa si attaccherebbe anche alla parte inferiore delle gambe, raggiungendo anche il ginocchio.

La sabbia potrebbe sporcare tutto il corpo della persona nel caso la stessa (ad esempio, un bambino) decidesse non soltanto di saltare, ma di rotolarcisi dentro.

Diversamente, una camminata lenta e limitata al minimo indispensabile (che segua la strada più breve, che prediliga tratti di ghiaia a zone di sabbia fine),  farà sì che la sabbia si attacchi soltanto alle piante dei piedi.

Una cosa è comunque certa: nessun modo avrebbe il nuotatore per attraversare la spiaggia a piedi senza che qualche granello di sabbia gli si attacchi alla pelle della pianta dei piedi.

 

Questa similitudine ci insegna il modo in cui l'essere umano si crea karma.

Ogni volta che si agisce (karma) si produce samskara.

 

Voglio farvi un'altra similitudine, sempre basata su leggi fisiche.

Immaginate di (o provate a) soffiare violentemente aria dalla bocca in una stanza che abbia le finestre e le porte chiuse.

Nel momento in cui l'aria viene soffiata, nella massa d'aria contenuta nella stanza si crea una turbolenza.

L'aria immessa crea un (pur piccolo) aumento di pressione e contemporaneamente uno spostamento: dove qualcosa viene immesso, necessariamente qualcos'altro dovrà spostarsi. Tutto il campo di osservazione subirà una alterazione.

Talvolta, chi ha soffiato riesce a percepire un movimento di aria "di ritorno", di "rimbalzo", che avverte come una brezza sulle proprie spalle, sulla propria testa e talvolta anche dietro le spalle.

Puoi respirare lentamente e non accorgerti dei cambiamenti che provochi, ma qualcosa sempre accade.

La stessa cosa avviene per qualsiasi movimento nella stanza avvenga: l'aria si sposta e dopo quel movimento non ci sarà più nella stanza la stessa disposizione di molecole.

 

Sempre, in qualche modo, chi agisce produce una certa quantità di samskara quale risultato del karma. Non deve diventare un'ossessione. Certo è che chi conosca questa legge, può agire in modo tale da crearne il meno possibile ed anche in modo da rilasciare (vivendole, accettandole) le conseguenze di azioni passate che già si stiano manifestando, senza opporvisi lottando (un tale atteggiamento non farebbe altro che produrre altre conseguenze di tal genere).

 

Ciò non toglie che tali esperienze forniscono a chi le vive l’opportunità di comprendere la lezione che la vita mette davanti.

Il concetto di Karma è, da sempre, collegato a quello di reincarnazione. La reincarnazione è termine che indica un passaggio - da parte di uno stesso soggetto - attraverso più vite nel tempo, secondo una ciclicità di vita - morte - rinascita.

In altre parole, per ogni uomo così come per ogni essere vivente, la vita attuale non sarebbe l'unica, ma una delle tante già vissute e da vivere ancora, allo scopo di apprendere sempre di più, e di avvicinarsi, di conseguenza, alla Luce (trattasi del percorso che noi abbiamo chiamato evoluzione verso la luce). Possiamo usare le parole dello Zohar, un libro della Cabala ebraica: "Le anime devono ritornare all'Assoluto da cui sono emerse. Per raggiungere questo fine, però, devono sviluppare le perfezioni il cui seme è già insito in loro. E se non avranno sviluppato tali caratteristiche in questa vita, allora dovranno cominciarne un'altra, una terza, e così via. Dovranno continuare così finché non avranno acquisito la condizione che permette loro di tornare in compagnia di Dio".

LA REINCARNAZIONE NELLA STORIA

 

Non è questa la sede per trattare in modo esauriente la storia del concetto di reincarnazione e la sua diffusione; in ogni caso è da sapere che si tratta di una teoria che da secoli (e millenni) ha riscosso e riscuote ampi consensi in diverse civiltà e correnti di pensiero (dalle antichissime religioni dell'Africa e dell'Australia, all'Egitto, al pensiero di filosofi greci quali Pitagora, Platone, Aristotele, ai cabalisti ebraici), che era credenza diffusa (assieme allo spiritismo) ai tempi di Gesù Cristo, e che anche alcuni Padri della Chiesa del primo cristianesimo (ad esempio Origene) ritenevano che si potesse rinascere più volte. Le teorie, formulate in tempi e luoghi diversi, divergevano per alcuni aspetti l'una dall'altra, ad esempio nell'ammettere o rifiutare che potessero esserci passaggi da vite umane a vite di animali e viceversa, o per le ipotesi sul termine del ciclo di vite. Trattasi di questioni ancora oggi oggetto di differenze tra le varie scuole di pensiero.

Per ciò che attiene alla cristianità, la reincarnazione venne bandita dal secondo Concilio di Costantinopoli, nel 553 d. C.

L'Imperatore Giustiniano, infatti, proclamò il suo anatema contro Origene: "Se qualcuno dovesse proclamare che l'anima trasmigra da un corpo ad un altro che sia maledetto".

 

Cercheremo ora di illustrare il percorso della coscienza umana.

 

Le situazioni e gli eventi che possono presentarsi ad una persona umana sono innumerevoli; altrettanto innumerevoli sono i problemi e le difficoltà che possono sorgere da essi. Di fronte ad ogni ostacolo l'essere umano è dotato della possibilità di operare delle scelte per superarlo.

Queste scelte possono seguire la via del Bene e dell'Amore voluta dal Creatore. Ma possono anche seguire, deliberatamente o involontariamente, una strada del tutto diversa, quella del danneggiamento di altri esseri viventi, delle azioni malvagie, della provocazione di sofferenze, della disattenzione verso i bisogni del prossimo.

 

La scelta di ogni uomo di attuare un determinato comportamento e di preferirlo ad altri origina da un processo psicologico nel quale vengono vagliate tutte le possibili soluzioni e le loro conseguenze, e viene compiuta una valutazione globale.

Alla luce di tutto quanto esposto all'inizio di questa pagina, è abbastanza evidente che, in un'ottica di ascesa spirituale, trovandoci ad interagire con gli altri, sarà anzitutto importante l'amore del prossimo e la preoccupazione di non fargli del male, né deliberatamente, né attraverso conseguenze dannose di altre nostre scelte di comportamento. Se ciò, come detto, è frutto di una scelta, probabilmente sotto l'aiuto di un'iniziativa divina, è anche vero che, per agire di conseguenza, sarà di importanza decisiva il fatto che io capisca, effettivamente, quali conseguenze potrebbe avere sull'altro il mio comportamento.

In questo si rivela utile un'intelligente rilettura delle proprie esperienze passate, specie quelle negative. Infatti, se io ricordo (anche soltanto nel mio inconscio) una situazione simile a quella in cui mi trovo ora, situazione che avevo vissuto, al tempo, nel ruolo della persona con la quale ora devo rapportarmi, e se so di avere provato in quei momenti una grande sofferenza a seguito di un comportamento altrui, tale stato d'animo non potrà non ripresentarsi nel momento in cui, di fronte ad un altra persona, starò per decidere un comportamento che potrebbe provocare su di essa le stesse conseguenze. Così, avendo vissuto tante esperienze in diversi stati d'animo, essendomi trovato una volta nei panni dell'aggredito e una volta in quelli dell'aggressore, una volta in quelli dell'uomo di potere ed una volta in quelli della povera vittima punita e scacciata, una volta in quelli del truffatore ma anche in quelli del truffato, io sarò in grado di meglio comprendere gli stati d'animo delle persone che incontrerò sulla mia strada e forse anche le loro motivazioni profonde, e conoscendo personalmente la sofferenza per il fatto di averla sperimentata, sentirò dentro di me l'esigenza (pena un grande malessere e senso di inadeguatezza) di rapportarmi al mio prossimo cercando di adottare i comportamenti che evitino il più possibile di causargli la stessa sofferenza. Di più, comprendendo il suo stato d'animo e riconoscendo quel suo stato d'animo anche tra le mie esperienze, cercherò di fare a lui ciò che nel momento della mia sofferenza avrei voluto che fosse stato fatto a me.

 

Chiaramente, a quanto detto c'è un piccolo limite: il fatto che, essendo ogni uomo diverso dall'altro, potrà essere diversa, per ognuno, anche la reazione ad ogni evento. Non posso, infatti (salvo possedere facoltà telepatiche), avere la certezza di come il mio prossimo potrà leggere un mio atteggiamento. Tuttavia, l'esame di quella che sarebbe stata la mia reazione costituisce già un buon passo in avanti, che, con l'aiuto della propria intelligenza e di un po' di buona volontà di immedesimazione nell'altro (per ciò che conosco o posso conoscere di lui e della sua storia), può consentirmi di raggiungere un risultato che sarà sicuramente migliore di quello che avrei raggiunto disinteressandomene. Solo in questo caso si potrà dire che, con gli strumenti a disposizione, si è fatto il meglio che si poteva fare per cercare di seguire la via dell'Amore divino.

 

Situazioni di sofferenza, angoscia, povertà estrema, malattia (spesso prolungata in lunghe agonie), sono l'esito di una sorta di programma o progetto, liberamente deciso e/o accettato dall'anima che ha scelto di vivere, al fine di lavorare su determinati aspetti ed evolvere.

Una conferma di quanto detto, con riferimento alla malattia, ci giunge da una frase tratta da un messaggio canalizzato da un maestro di Luce in cui si afferma: "Dolci esseri, il vostro riscatto e superamento della malattia e dei disagi del corpo fisico, saranno alla vostra portata quando deciderete di evolvere non più attraverso la sofferenza ed il dolore ma rivolgendovi alla fonte inesauribile di energia dell’IO SONO che, attraverso il vostro Se’, vi permette di usufruire del Potere e della Forza di Dio".

In tale messaggio, mentre emergerebbe la possibilità, per le anime, di evolvere senza necessità di programmare esperienze di sofferenza, si conferma implicitamente che le sofferenze umane sono frutto di libera decisione.

 

Con questo non si vuole affermare che ogni malattia sia prevista e programmata nel piano di vita di ogni persona che la sperimenta, in quanto messaggi spirituali di diverse fonti (compresa la fonte dalla quale è stato tratto questo) chiariscono che varie sono le cause delle patologie, le quali potrebbero anche auto-prodursi per una mancata accettazione di sé e per un senso di colpa e di inadeguatezza (derivante anche dall'incapacità di perdonarsi per la condotta tenuta in esistenze precedenti).

Con riferimento a quanto detto, in ogni caso, è evidente che anche la percezione dell'inadeguatezza di sé stessi non può che essere posta in relazione a problemi / prove / difficoltà da superare in quella determinata vita. Decidendo di vivere per affrontare esperienze di difficoltà, accettiamo preventivamente che possano prodursi problemi di ogni genere, anche per via derivata come una malattia auto-generata. Se la vita (per assurdo) non presentasse difficoltà di alcun tipo, non ci sarebbe ragione per non accettarsi, e non esisterebbero neppure malattie di questo genere.

 

In base a tutto quanto osservato, appare chiaro a chiunque che le vicende sperimentabili da un uomo sulla terra sono talmente numerose da non poter essere tutte vissute nel tempo di una vita, pur se lunga. Le potenzialità insite nello spirito umano sono così innumerevoli, che una vita sola non basta al loro sviluppo. Per questa ragione, lo spirito assume un corpo fisico (nascita), fa determinate esperienze (vita), quindi lo lascia (morte) e si prepara a rinascere di nuovo, arricchito dalle esperienze fatte nelle vite precedenti.

Ecco spiegati (pur se in modo molto generalizzato e riduttivo) il senso, l'utilità e la finalità della reincarnazione, di cui s'è parlato. Il vero problema che resta è quello relativo alle prove sulla sua esistenza.

Entrare a far parte della Gerarchia dei Grandi Esseri non è un privilegio riservato a pochi eletti, ma è il destino comune di tutti gli esseri umani: tutti noi diventeremo, prima o poi, Maestri di Luce. Il tempo che ci metteremo dipende solo da noi, dalla velocità con cui decideremo di salire la Scala dell'Evoluzione Spirituale, in un progressivo distacco dal proprio Ego verso la riscoperta della propria Natura Divina.

 

L'IPNOSI REGRESSIVA E LA REINCARNAZIONE.

Oltre al contributo di diverse tradizioni religiose (accennate sopra), al giorno d'oggi utili indicazioni possono essere ricavate dalla pratica dell'ipnosi regressiva. Chi viene sottoposto a tale terapia ipnotica regredisce con il pensiero indietro nel tempo, cercando di ricordare episodi e vicende di altri tempi conservati nell'inconscio della mente.

I risultati qui utilizzati non provengono da sperimentazione diretta, ma unicamente da riscontri bibliografici, ovvero da testi scritti da psichiatri che, sperimentando questa pratica, avrebbero fornito impressionanti conferme alla teoria della reincarnazione.

In base a tali resoconti, tantissime persone, praticando una regressione a momenti precedenti a quelli della propria infanzia, avrebbero ricordato momenti di vite precedenti, alcuni relativi ad episodi storici noti (es.: uno sbarco degli Inglesi in un certo paese, realmente verificato nelle fonti storiche), altri di carattere personale, spesso verificati grazie a date e nomi che hanno permesso a queste persone di ritrovare le loro radici, di vedersi in fotografia con il corpo della loro vita precedente, se non addirittura di ritrovare le loro tombe. In alcuni casi in cui queste verifiche non sono state possibili (ad esempio perché l'episodio si riferiva a qualche millennio prima), il ricordo di tali vicende ha permesso di svelare l'origine profonda di piccoli e grandi disturbi fisici attuali, spesso considerati di carattere congenito e non curabili. Un esempio può essere un eczema che non si guarisce o comunque che si ripresenta saltuariamente, un segno di nascita (cd. "voglia"), oppure un mal di testa non curabile.

Ebbene, nel caso in cui i pazienti hanno ricordato un'esperienza collegata al disturbo di cui soffrono (ad esempio la propria uccisione mediante tortura e spappolamento del cranio, causa dell'emicrania cronica), è accaduto che, attraverso una breve revisione dell'esperienza riportata alla luce con l'aiuto dello psichiatra durante la seduta,  al termine della trance il paziente si è ritrovato guarito dal disturbo, che non si è più ripresentato.

 

Verrebbe da dire che veramente la nostra mente comanda il corpo, e veramente possiede delle enormi potenzialità nascoste. Veramente in ogni mente c'è una scintilla divina, che, se accesa, riporta la creatura sulla lunghezza d'onda del Creatore ed in armonia con Lui.

Durante l'ipnosi emergerebbe anche il senso della ripetizione delle vite: come già si è detto, tale senso è l'apprendimento finalizzato all'evoluzione. In molti casi, durante la trance, si presentano Spiriti Guida, i quali, parlando attraverso il paziente ipnotizzato, commentano le esperienze raccontate ed incoraggiano gli operatori a continuare queste pratiche, indirizzandoli sulle corrette modalità di esercizio al fine di ottenerne i vantaggi maggiori.

Da quanto emerso nei ricordi e confermato dalle Guide, risulta che, spesso, le persone con cui si ha a che fare in questa vita sono già state incontrate e conosciute in vite precedenti. E' una circostanza che l'ipnotizzato riconosce rivedendo lo sguardo delle persone che ricorda. Dice chiaramente "è lui/lei, era proprio quella persona!". In molti casi di matrimonio (quelli autentici, dove non si sprofonda nell'insoddisfazione) così come in casi di amicizia profonda, si è scoperto che i coniugi, colpiti fin dall'inizio da un "colpo di fulmine" e da un senso di familiarità inspiegabile, si erano già conosciuti almeno in un'altra vita, talvolta avendo già condiviso un legame affettivo di tal genere, altre volte con altri ruoli (fratelli, zio-nipote, genitori-figli, maestro-allievo, ecc.).

Vale anche l'inverso: una relazione karmica con una persona può desumersi anche da un'innata antipatia, da un senso di agitazione che sorge senza che se ne comprenda il motivo, da un senso di rivalità, di paura, di risentimento, di rivalsa; dalla voglia di evitare quella persona per evitare il pericolo di un conflitto. Ciò potrà dipendere dall'esito drammatico di una relazione vissuta in una vita precedente, così come dal timore di approfondire la conoscenza di una persona che, in una vita precedente, volontariamente o involontariamente, con le azioni o con la sua assenza, ha fatto soffrire.

Ogni persona nei confronti della quale, già a prima vista, proviamo uno strano senso di familiarità; ogni persona che ci risulta istantaneamente simpatica ed affidabile; ogni persona per la quale proviamo un senso di struggente nostalgia che non riusciamo a spiegare e che ci portiamo dentro, ebbene, questa persona è probabilmente qualcuno con cui, in un tempo immemorabile, abbiamo condiviso un tratto di cammino, e al quale possiamo essere stati molto legati. Ed è probabile che il nuovo incontro con quella persona sia stato programmato dall'alto per uno scopo ben preciso.

Queste acquisizioni possono essere difficili da accettare istantaneamente, eppure, dopo una riflessione meditata il giusto tempo, iniziano a mostrare il loro possibile senso.

Quanto detto non può non illuminare di una nuova luce le vecchie teorie sulla reincarnazione che a molti apparivano non più che stupide favole.

Quanto riferito e spiegato da queste entità durante tali sedute ipnotiche conferma quanto ricevuto durante sedute spiritiche effettuate da gruppi di persone religiose in cerca di risposte, è stato recepito da chi scrive e si ritrova trasfuso in tutti i contenuti di questo sito.

 

LA MORTE E IL TRAPASSO

Il fenomeno chiamato "morte" avviene al momento in cui i corpi sottili si separano completamente dal corpo fisico. Dopo la morte fisica l'Io si ritira nel mondo astrale, rivestito dai suoi corpi sottili che assumono esattamente la figura e le dimensioni di quello fisico che ormai giace senza vita.

Sembra accertato che la grande massa di coloro che muoiono non sapendo nulla dello stato post-mortem, credono di essere ancora vivi e per qualche tempo (tre giorni al massimo) restano piuttosto perplessi per il pianto e le forte vibrazioni emotive da cui sono circondati.

La letteratura esoterica pullula di esempi e di testimonianze di persone che si sono trovate fuori dal loro corpo fisico. Persone vittime di incidenti stradali, cadute in coma profondo e considerate morte (talvolta con arresto cardiaco), le quali raccontano di avere vissuto esperienze indimenticabili tutte caratterizzate da elementi ricorrenti (oscurità completa, oppure la percezione dall'alto dell'ambiente circostante il corpo fisico, seguita dall'ingresso in un tunnel sfociante in un mondo di luce).

Tuttavia, non solo con la morte avviene questo distacco; pare che avvenga abbastanza spesso anche durante il sonno; molti sogni non sono sempre la concretizzazione "eterica" della immaginazione dello stato di veglia, ma veri e propri spostamenti temporanei nel mondo dei disincarnati, il piano astrale, quello più prossimo.

Esperienze di questo genere - ma riguardanti la vera morte - sono state raccolte anche da psichiatri praticanti l'ipnosi regressiva (una tecnica ipnotica che permette al soggetto di ricordare il proprio passato): i pazienti ipnotizzati ricordavano una o più vite precedenti (molte sono poi state verificate confrontando date e nomi), il momento della loro morte (spesso violenta), il fatto di sentirsi sollevare dal corpo fisico e di vedere tutto dall'alto, e tutto ciò che seguiva nella vita passata nell'"ad di là". Trattasi di scoperta molto importante, poiché tutto ciò significa che i problemi attuali di una persona possono sì avere radici inconsce, ma nell'inconscio non è archiviato solamente il passato a partire dalla nascita, ma sono conservate tutte le vicende passate di quel soggetto inteso quale spirito, trascendendo da ogni considerazione che possa ridurlo a questa o quella persona concreta. Può quindi essere stato un trauma accaduto in una vita precedente a provocare disturbi psicopatologici ad un soggetto. E comunque sono proprio quelle esperienze - più che quelle dell'infanzia - a segnare e formare il carattere di un essere umano. Si nasce "fatti così", segnati dalle esperienze vissute; si cresce così, spesso fin dalla più tenera infanzia, senza alcuna colpa ravvisabile nella condotta dei genitori o di altre persone conosciute nei primi anni di vita. E' la legge del karma.

Che accade all'anima dopo la morte? Possiamo sapere qualcosa dai resoconti relativi ad esperienze di premorte o a sedute di ipnosi regressiva, durante le quali il paziente ipnotizzato ha ricordato una o più vite precedenti, il loro termine, il loro successivo ingresso nella dimensione spirituale e la vita nel cosiddetto mondo dell'al di là. E' da ricordarsi anche l'esistenza di differenti correnti di pensiero.

Tale percorso cambierebbe a seconda del modo con cui l'anima avrebbe fatto uso, sulla terra, della propria vita.

Pare che, in ogni caso, il defunto possa rivedere gli avvenimenti più salienti della propria vita. Tale rivisitazione avverrebbe tramite l'uso di una consapevolezza piena, che possa mettere in grado il defunto di capire da se' i propri errori e di provare per essi un senso di inadeguatezza.

Se per le azioni compiute (esprimenti una sordità ed una costante distanza dal richiamo dell'Assoluto) il soggetto defunto non avesse compiuto alcuna evoluzione, facendo del male ai suoi simili e provocando consapevolmente sofferenze, esso si troverà, sul piano astrale, in una situazione dolorosa di completa oscurità e solitudine (è provato da comunicazioni), nella quale, in forza della possibilità di una consapevolezza piena, rivedrà il male compiuto e ne farà l'esperienza nei panni della sua vittima. Questa fase inizia per lui già dal momento della morte; non sembra esserci alcun tunnel, o se vi è conduce verso il basso, in luoghi che spesso sono riempiti da fiamme altissime. Chi era affetto da vizi li proverà ancora, ma senza poterli soddisfare; ma ciò che causa la maggiore sofferenza è l'esperienza del male fatto al prossimo: un assillo, un senso di inadeguatezza, di vergogna e di indegnità dal quale non ci si riesce a liberare. Questo è ciò che la Chiesa cattolica chiama Inferno.

Tuttavia non pare costituire una dannazione eterna: da ricerche, ipnosi regressive  e comunicazioni con entità, pare che dopo un certo tempo (potrebbe trattarsi di secoli), giungano spiriti di luce a portare aiuto al defunto, invitandolo ad entrare in una luce bianca. Se egli rifiuterà, resterà in quella condizione; se prima o poi accetterà, tutto andrà bene: l'anima preparerà la sua futura reincarnazione.

Secondo alcuni, dai resoconti di regressioni parrebbe che molte di queste anime rinascano immediatamente dopo la morte, senza alcuna sosta. Altri, tuttavia, ci ricordano l'esistenza di entità "vaganti", le quali, per attaccamento a determinati luoghi o per difficoltà di altro genere, restano sulla terra fino a che qualche entità di luce, giunta in loro aiuto, non riesca a convincerle ad abbandonare tale loro condizione.

Molto spesso il defunto si trova dove credeva che si sarebbe trovato. Chi credeva nell'inferno potrà avvertire di trovarvisi, finché non viene ad essere nuovamente toccato dalla grazia divina, ed inizierà a capire che forse le cose non corrispondono esattamente a ciò che gli era stato insegnato, e che a tutti è dato il diritto di ritentare.

Se il soggetto ha raggiunto uno stadio sufficiente di evoluzione spirituale, esso sarà in grado di proseguire la sua esistenza in mondi più sottili. Alcune fonti (NDE di persone in coma e visioni di veggenti) descrivono luoghi meravigliosi, chiusi da cancelli (qualcuno parla di una città, qualcun altro di campi pieni di gente felice). Pare che questo sia il punto di arrivo, la vetta, ove l'entità continuerà il suo infinto processo di evoluzione, e potrà rendersi utile ai disegni divini nell'aiuto agli esseri umani (un esempio sono gli spiriti guida o angeli custodi). Questa prosecuzione può essere intesa come la vita nel Paradiso.

La decisione di incarnarsi nuovamente è, per questi soggetti, frutto di libera scelta. Sarà l'entità purificata ed arricchita dalle esperienze dell'ultima vita che potrà decidere di tornare sulla terra, e questo per arricchirsi di altre esperienze, per dare il proprio contributo al progresso dell'umanità comunicando e diffondendo l'amore di Dio, per incontrare nuovamente persone già conosciute in altre vite e riparare al male commesso nei loro confronti, oppure anche solo per affrontare nuovamente certe situazioni e cercare di "fare di meglio".

Pare infatti che la scelta di rinascere sia anche un mezzo che consenta di acquisire il grado di evoluzione necessaria per scalare la gerarchia celeste. Infatti, in alcuni casi la rinascita sarebbe una scelta, non imposta, bensì voluta, desiderata, al fine di vivere determinate esperienze, spesso dolorose, le quali consentono all'entità di conoscere cosa si prova, di sperimentare e vivere di persona la sofferenza, permettendole di evolversi con una consapevolezza rinnovata, che le permetterà di vedere prima, e di evitare di causare ad altri le sofferenze sperimentate, nonché di comprendere ed amare maggiormente il genere umano.

La rinascita, quindi, anche come mezzo per acquisire nuove qualità positive, nuove virtù prima non possedute.

Dal momento della morte inizia un processo di purificazione che porterà il defunto dal piano astrale a quelli mentale, intuitivo e spirituale. Nell'ascesa a piani più alti si annullano gli oggetti e le distanze, svaniscono i ruoli: ciò che resta è la relazione sincera e trasparente tra le soggettività, realizzata in un abbraccio che è piena compenetrazione di essenza e conoscenza, immersa in un sentimento che è la fusione dell'amore materno, della carità, dell'amicizia e dell'amore profano. E' la fusione di eros e agape.

Quando il defunto decide di incarnarsi nuovamente subentrano degli esseri spirituali di altissima intelligenza (gli Angeli del Destino o Rettori del Karma, membri del cd. "Consiglio" secondo qualcuno) che l'aiutano a creare la trama della sua nuova esistenza. Con Essi egli esamina i vari atti negativi e positivi compiuti in tutte le precedenti esistenze, e pianifica una vita dove poter incontrare le persone che ha danneggiato e compensare il male fatto nel migliore dei modi.

Anche il bene fatto non va perduto perché le persone beneficiate, saranno coloro che gli offriranno amore, aiuto e simpatia nella vita che si sta preparando.

Dopo questa laboriosa preparazione lo spirito inizia la sua discesa verso i mondi più densi. Con la materia del Mondo Mentale si crea il corpo mentale e con quella dei Mondi inferiori si crea il corpo astrale ed il doppio eterico. Quest'ultimo viene posto nel grembo materno ed agisce come una matrice energetica per dare la forma dovuta al feto in gestazione.

 

Sia l'iniziativa divina (la cd. grazia) nei confronti dell'uomo, volta ad avvicinarlo a Dio e a fargli sperimentare l'amore divino, sia un cammino di maturazione personale auto-deciso, volto a trovare un senso alle esperienze negative, alla propria sofferenza, per perfezionare il proprio modo di vivere nei confronti del prossimo, sono elementi entrambi necessari ad un autentico processo di evoluzione. Lo abbiamo spiegato e dimostrato in tutta questa pagina. Non esiste salvezza senza sforzo, per quanto possa agire la grazia divina. E' incompleta e, quindi, sterile, ogni religione che riduca il percorso di salvezza ad uno solo dei due elementi; così come sarebbe incompleta una lettura del cristianesimo che interpretasse tale religione unicamente come la trasmissione della gioia e dell'amore generati dalla conoscenza intima e personale di Dio, trascurando la necessità di un cammino di maturazione personale. Tale cammino è necessario.

 

 

"Ricordate sempre che la vostra vita è nelle vostre mani. Non potrete mai raggiungere la salvezza attraverso la sofferenza di un altro. La morte di Cristo sul Calvario stava a simboleggiare il vostro diritto a tentare di nuovo ciò che in passato non vi era riuscito. Ma siete voi a dover agire; voi dovete scalare la montagna del progresso spirituale con le vostre forze; voi dovete protendervi verso Dio poiché, anche se Egli vi attende sempre a braccia aperte, ciò non basta a salvarvi dal male da voi stessi generato.

Infine, ricordate che l'universo fu creato per Amore. Il Dio di Tutto ciò che E' creò le anime in modo da poter meglio sentire il Suo Amore Divino. E questo può avvenire solo quando le Sue creature gli restituiscono quell'amore".

[...]

"Vi inviamo il nostro amore, i nostri pensieri, la nostra forza. Chiedete di essere toccati da queste vibrazioni che inondano la terra e lo sarete. Non importa se nelle vostre preghiere vi rivolgerete al vostro angelo, a Gesù, a Dio o a qualche altra entità. Tutte le creature, grandi e piccole, sono emanazioni di un Unico Creatore. Quando chiedete ad una di esse di aiutarvi, Dio sa che lo state chiedendo a Lui.

Rimanete saldi nelle cose in cui credete. Reputate la vostra verità superiore a quella proveniente da qualunque altra fonte, sia che si tratti di psicologi, di medium, di scritture o di questo libro stesso. La vostra verità, è scritta nelle pagine del vostro cuore, poiché è lì che dimora il Dio Vivente. Tutto ciò che dovete cercare di fare è di vivere quella verità, di percorrere il sentiero che sapete distendersi da­vanti a voi, di tenere alta la vostra luce, in modo che coloro che brancolano nel buio possano vederla.

Rimanete fedeli a voi stessi, se credete nel giusto e se ponete a vostra mano nella mano di Dio, allora nessun male, nessun dolore e nessuna sofferenza durevole potranno mai colpirvi.

Possano la pace e la benedizione di tutti gli esseri superiori, che hanno a cuore la lotta dell'umanità, essere con voi per sempre".

Hilarion, Le stagioni dello spirito, pag. 123, Edizioni Crisalide, Saturnia (LT), 1992.

 

Tra la tesi di chi ritiene che ogni persona debba reincarnarsi almeno una volta, quella secondo cui solo alcuni sarebbero costretti a questa ciclicità mentre altri non si reincarnerebbero, quella (sempre tutta mentale) di chi considera l'essere umano come multidimensionale e multitemporale senza chiamare in causa la reincarnazione, e quella cristiana per cui si vive una sola volta; tra le esperienze di pazienti sottoposti ad ipnosi, che volutamente o casualmente hanno ricordato vite precedenti, talvolta verificate con ricerche, e le apparizioni della Madonna, la quale, pur nella genericità del messaggi, avrebbe mostrato l'esistenza di tre luoghi corrispondenti a Paradiso, Purgatorio e Inferno parlando di beatitudine e di dannazione e di salvezza non per tutti; tra i racconti delle esperienze di premorte e di viaggi astrali di tante persone, cristiane e non, le quali avrebbero rivisto attimi di vite precedenti ed ascoltato istruzioni e rivelazioni da Guide in tema di reincarnazione, ed esperienze analoghe di altri cattolici, ai quali sarebbero stati riconfermati gli insegnamenti tradizionali...... l'unico atteggiamento responsabile e teso alla Verità non può che essere quello del dubbio di fronte al Mistero, sorretti dalla forza della Fede. Nell'attesa che, al tempo opportuno, la nostra mente inferiore si congiunga con gli aspetti superiori appartenenti al nostro stesso essere e possa dischiuderci le porte e la vista a Ciò che è.

Dorje Shiayvam Atothas

 

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