innamorarsi del proprio idolo

Reikimilano

The International University of Reiki, Tantra and Awareness

Amethyst Dharma Center

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Comunicare con persone defunte

Comunicare con una persona defunta
l'apertura di determinati canali e il ricorso a determinate persone è possibile?

Testi di Dorje Shiayvam Atothas
(Alessandro Segalini)
Direttore e responsabile didattico dell'Amethyst Dharma Center - Milano

comunicare con una persona defunta

 

Premessa

Scrivo questa pagina dopo vent'anni di esperienza diretta.
Dirigo l'Amethyst Dharma Center, un luogo un po' "sui generis" che assomiglia vagamente ad una scuola, ad un ashram, ad un luogo in cui poter ricevere trattamenti di benessere, e alla stanza di uno psicanalista. Purtuttavia, non è propriamente alcuna di queste cose.
Non posso definirmi un medium o sensitivo, però posso tranquillamente affermare di averne conosciuti tanti.
Interessato al mondo del paranormale dall'età di undici anni, ho sempre seguito con attenzione (attraverso letture, programmi televisivi, racconti di prima mano) il mondo di tutte quelle esperienze di "contatto" con angeli, guide, defunti, e in buona sostanza, con ciò che non fosse percepibile in una forma fisica, o che non lo fosse più.

Ho, inoltre, fatto personalmente l'esperienza di rivolgermi a persone medium, sia telefonicamente, sia con incontri dal vivo, talvolta per comunicare con quelle entità definite "Guide", altre volte per provare a contattare persone che non erano più al mio fianco.
Divenuto successivamente insegnante di Reiki (e quindi di sciamanesimo, yoga, ed altri percorsi di carattere psico-spirituale alternativi rispetto alla tradizionale psicoterapia), ho avuto modo di ricevere nel mio studio centinaia di persone provenienti da ogni parte del mondo, alcune delle quali dotate di particolari facoltà extrasensoriali sin dalla nascita.
Decisi di approfittare dell'occasione che la vita mi porgeva, per andare più a fondo nell'argomento. Così, dopo adeguata formazione in meditazione, tecniche di rilassamento ed ipnosi, nella stanza di meditazione dell'Amethyst Dharma Center, per decine di volte ho condotto esperimenti con persone "normali" e persone "dotate", sia in stato di veglia, sia inducendole in stati di rilassamento o trance ipnotica.
Talvolta è accaduto che persone sino a quel momento "normali", entrate nel mio studio, durante la conversazione introduttiva con me, avessero svenimenti o altri strani fenomeni, a seguito dei quali scoprissero di avere doti paranormali che in precedenza ignoravano di avere; doti grazie alle quali tali persone, divenute poi amiche, mi aiutarono nella sperimentazione, anche riuscendo a prevedermi eventi futuri con una precisione strabiliante, o a darmi comunque informazioni utili che soltanto io potevo conoscere.
Avrai quindi capito che, in questo articolo, parlo per esperienza diretta. Eppure, in tutto ciò, ancora non ho dato una valutazione, e neppure una "colorazione" all'argomento. E' proprio questa esperienza, ciò che mi sento di condividere con te (in forma assolutamente gratuita, senza richiederti o proporti l'acquisto di un libro per poterla conoscere), perché so che tutto quanto andrò a scrivere e leggerai, potrà esserti utile nel decidere - assolutamente in autonomia - il tuo percorso.

La morte: dove si va?
La fine della persona

Rispondere a questa domanda significherebbe ambire a fornire le risposte ultime dell'Esistenza, ovvero, in altre parole, atteggiarsi ad essere "Dio".
Ogni religione, filosofia e scuola di pensiero ha ritenuto di dare una risposta.
Tanti anni di esperienza mi portano a dire che la domanda "Dove si va dopo la morte?" sia priva di senso.
E' priva di senso in quanto ogni interrogativo ed ogni risposta, sussistono nel piano della ragione, che non può cogliere risposte provenienti da piani che la superano.
Comunicare con persona morta - comunicare con i defunti è possibile
Sarai d'accordo con me, sul fatto che con la morte del corpo fisico (per vecchiaia, infermità ed ogni altra causa), la "persona" cessa di esserci.
Non può essere che così. E' l'unico punto fermo a cui approdiamo attraverso l'esperienza dei cinque sensi che tutti abbiamo. La "persona" è l'individuo dotato di corpo, emozioni, mente (e secondo noi, anche di spirito); la persona ha un corpo fisico che puoi toccare o può toccarti, ha un volto, e salvo particolari deformità fisiche, ha due gambe e due piedi, due braccia e due mani, ed ogni altra parte corporea che l'anatomia conosce.
Quell'agglomerato di elementi (mente, emozioni e corpo) - che ti è apparso in vita e con cui hai interagito, considerandolo "persona" e che chiamavi per nome - in quanto tale, con la morte ha cessato di esistere.
Può infastidirti sentirne parlare in questo modo, ma è semplicemente così, occorre soltanto prenderne atto.
Comunicare con persona morta - comunicare con i defunti è possibile
Accadrà anche per me, accadrà anche per te e per qualunque altra persona presente nel mondo. Il corpo non ci sarà più, e - a meno che, con una tecnologia che ad oggi non esiste, si riesca a ricrearne un altro identico e a trasferirci dentro tutte le componenti "non corporee" che la persona è stata - ogni eventuale ipotetica continuazione della vita, avverrà su altri piani di esistenza, oppure, se sulla terra, attraverso un altro corpo, generato con nuovo parto. Se ancora una "persona" vi dovrà essere, certamente non sarà più la stessa. Quella che conoscevamo, si è estinta.
Se conosci o hai letto di casi di individui (prevalentemente orientali: guru, santoni, yogi) che con il trapasso avrebbero  smaterializzato il proprio corpo, o il cui corpo si sarebbe progressivamente rimpicciolito fino a scomparire completamente, ebbene, anche in quel caso, quella "persona" non è più tra noi.

Molti ritengono che il discorso sia concluso qui: con i cinque sensi di un comune mortale possiamo percepire soltanto il lato materiale della persona, ovvero il suo corpo; considerato quindi che, nel caso della morte, il corpo non vive più ed andrà incontro a processi di autodistruzione (decomposizione) oppure andrà incontro a cremazione o ad altre sorti analoghe, per ciò che possiamo percepire, la persona è cessata.
Sta a te decidere se far terminare qui la questione. Da parte mia, posso dirti che - trattando il tema e osservando il "problema" da altre prospettive non strettamente materialiste - vi è altro.
Da sempre, ogni percorso iniziatico (coltivato in qualunque parte del mondo) ha sostenuto la multidimensionalità dell'essere umano, e di tutto ciò che esiste.
In parole più semplici, ciò significa che il piano della materia non esaurisce tutto ciò che esiste, né la "persona" umana in quanto tale.
L'esistenza sarebbe composta di strati. Li abbiamo elencati alla pagina "I livelli" (per accedervi clicca qui).
Oltre il piano della materia, vi sarebbero quindi altri piani di esistenza, considerabili dei veri e propri mondi paralleli. Non si tratta di mondi a noi totalmente sconosciuti: in diverse occasioni ne facciamo esperienza, tra cui nel sonno; ma la cosa che occorre assolutamente sapere, è che viviamo costantemente in ognuno di tali strati (o livelli), tanto che per ognuno di essi, possediamo un corpo sottile composto di energia.

Il nostro lato emotivo (o emozionale) corrisponde ad un corpo energetico che dimora in un piano chiamato "piano astrale"; la nostra attività mentale (pensare, concettualizzare, uso della logica, percepirsi come "io" e darsi degli attributi, ecc.) corrisponde ad un altro corpo sottile che dimora in un piano chiamato "piano mentale".
Al di sopra (con lievi differenze a seconda delle tradizioni) vi sono dimensioni ancora più rarefatte e "pure", in cui né le emozioni né la mente sono più necessarie, ma si contempla l'Esistenza in un modo differente, in una perenne consapevolezza del fatto che si è tutti una cosa sola, si è tutti parte del Tutto. Questo piano può essere chiamato Akasha, ed è quello che i nuovi autori più moderni chiamano il campo quantico.

Se è vero che la "persona" (che necessariamente, secondo la definizione comune, comprende un corpo fisico) cessa di esistere, non è scritto da nessuna parte che con la persona cessino di esistere i suoi aspetti non fisici.
Comunicare con persona morta - comunicare con i defunti è possibile
Ogni percorso spirituale, al contrario, afferma che le parti non corporee della persona continuano ad esistere (pur con modalità e tempi diversi) e ciò, lentamente e timidamente, inizia ad essere confermato da rilevazioni scientifiche.
Ciò che si è sempre sostenuto, che gli yogi di ogni epoca ci hanno riportato anche a livello di esperienza diretta, e che in piccolissima parte inizia a trovare una conferma attraverso le strumentazioni di cui si dispone, è che, alla morte del corpo fisico, le parti incorporee della persona continuano ad esistere, costituendo ancora, in qualche modo, una "persona". Il termine più corretto - al fine di non creare confusione - sarebbe quello di "entità".
Puoi acquistare e leggere il Libro Tibetano dei Morti, un antico testo tibetano che, in forma di insegnamenti, si basa sulle esperienze dirette dei mistici tibetani avute nel mondo dell'aldilà (da essi chiamato "il Bardo"), durante i numerosi viaggi che gli stessi compivano fuori dal corpo mentre ancora erano in vita (i tibetani erano un popolo di meditatori, in quanto dedicavano alla meditazione gran parte della loro giornata).
In tale testo vengono descritti i vari stadi attraverso i quali la persona (o l'entità), una volta distaccatasi dal corpo fisico in modo definitivo, attraverserà.
Il Libro Tibetano dei Morti non è ovviamente l'unico testo che tratta il tema. Ogni cultura ha i propri, basati su racconti tramandati oralmente o sui resoconti di esperienze dirette. Tuttavia, considerata la profondità culturale del Tibet, i suoi intensi rapporti con l'India e la cultura spirituale indiana, nonché la notoria capacità che il Tibet e tutto l'Oriente hanno avuto di meglio conservare la Sapienza antica, possiamo considerarlo tra i principali punti di riferimento per la nostra trattazione.

Per ricapitolare, abbiamo considerato l'esistenza come composta di strati (in ognuno dei quali l'uomo ha un "corpo" di energia, che diventa un corpo fisico nel piano più denso della materia). Allo stesso modo, già abbiamo visto che ogni "strato" (e così ogni corpo sottile) possiede proprie funzioni.

Il percorso che inizia con la morte può variare da persona a persona

Dal testo che abbiamo sopra citato, così come dal "sapere" che, più in generale, viene tramandato, sappiamo che alla morte del corpo fisico si "libera" tutta la parte non corporea della persona. Essendo tale parte formata di più corpi, il più denso tiene legato a sé il più sottile, così come, in vita, il corpo fisico teneva legati a sé tutti gli altri.
Non ogni "persona" affronterà le fasi post-mortem allo stesso modo. Ciò dipenderà dal suo particolare assetto (che è unico per ognuno), ovvero dalla "forza" che vi sarà in ognuno dei vari corpi sottili, dall'esperienza maturata nel campo della concentrazione e della meditazione, e ancora, da come sarà messo il corpo astrale (la persona era emotivamente in equilibrio? Portava sensi di colpa? Aveva avuto una morte violenta? Aveva vizi quali la droga o il fumo dai quali non riusciva a liberarsi?).
Comunicare con persona morta - comunicare con i defunti è possibile

In base ad ogni assetto che potrà prodursi, le energie dei corpi sottili, finalmente slegate dal corpo fisico, si libereranno, producendo "esplosioni" e movimenti secondo leggi cosmiche ben precise. Tali movimenti potrebbero risultare sgradevoli per il defunto, o comunque un'esperienza nuova da affrontare, che potrebbe, in alcuni casi, portare alla perdita temporanea di coscienza.
Un tratto comune a tutte le varie esperienze di morte, sarebbe la visione di un bagliore luminoso, che consisterebbe nella visione della cosiddetta Luce Chiara. Tale sarebbe l'energia allo stato puro, il grande Agente Universale di cui ogni cosa è composta su ogni livello. Anime pronte a ciò, potrebbero "cogliere" tale momento, e liberarsi da ogni corpo sottile per entrare direttamente in comunione con il Tutto. In tale dimensione, è evidente, sarebbero istantaneamente libere sia dalle emozioni che dalla loro stessa mente, si troverebbero molto "lontane" dal nostro piano di esistenza e dal sentirsi "persona", e proprio per questa ragione, una comunicazione sarebbe molto difficile ed improbabile.

Questo "salto", tuttavia, è molto raro a verificarsi, e si dice possa accadere soltanto per particolari "santi" o persone addestrate allo yoga che, avendo bilanciato le proprie energie durante la vita (nonché durante le vite passate, per chi vi creda), non siano "zavorrate" da alcun peso mentale o emozionale.
In tale evenienza, la possibilità di "saltare" nella luce, presupporrebbe altresì l'aver "saldato" ogni tipo di "debito", ovvero ogni relazione, questione, legame umano ed energetico con ogni altra anima incarnata o disincarnata. Sulla terra conosciamo bene gli esiti di relazioni non risolte (recriminazioni, risentimenti, invidie, voglia di vendetta o rivalsa, nostalgia per la persona, incapacità di accettare la perdita, attaccamenti, eccetera). Se ben ci riflettiamo, trattasi di attività mentali ed emozionali, legate quindi al piano astrale e mentale: i piani in cui ognuno di noi vive quando è incarnato con un corpo, ma in cui ancora più intensamente vive il defunto allorché un corpo non l'abbia più. E' quindi evidente che ogni energia di odio, recriminazione, contrarietà, pretesa ancora "emanata" nei confronti del defunto, o finanche il dolore provato dai suoi cari per la sua scomparsa, gli giungeranno e verranno percepite; tali correnti sono atte ad interagire con la sostanza del medesimo tipo presente nei relativi corpi sottili dei defunto (in altre parole: la rabbia inviatagli viaggia nell'astrale, è stata emessa dai corpi astrali di alcune persone, e giungerà al suo corpo astrale, se tuttora lo abbia). Per questo motivo si consiglia sempre di elaborare il lutto in modo da smettere di recriminare la perdita, quasi come a pretendere con insistenza un "ritorno" che non potrà mai esservi: il defunto, se ancora presente nell'astrale, sente quel dolore, e l'unico effetto che vi potrà essere, è una sua maggiore sofferenza con impossibilità a raggiungere quella leggerezza che gli consenta di abbandonare il corpo astrale per salire su piani più alti.
Comunicare con persona morta - comunicare con i defunti è possibile

Ulteriori elementi relativi al momento del trapasso ci provengono da fonti più moderne: i resoconti delle sedute di ipnosi regressiva, in cui il terapeuta ha fatto ricordare al paziente una o più vite passate, ottenendo anche la descrizione di ciò che avveniva dopo il termine di un'esistenza terrena, ovvero, il cosiddetto ingresso nell'aldilà.

Dal materiale antico e moderno, si ricava che - eccettuato il caso del "salto immediato" nella Luce di cui abbiamo parlato, si trascorrerà un certo periodo avvolti nel corpo eterico (il corpo più denso dopo il fisico), che verrà quindi abbandonato come un guscio vuoto. La vita continuerà con i corpi sottili avvolti nel corpo astrale quale corpo più denso, con la conseguenza che l'entità si troverà a vivere nel piano astrale, che è il piano delle emozioni e delle sensazioni.
Comunicare con persona morta - comunicare con i defunti è possibile
Tale piano potrà essere il trampolino di lancio verso una nuova incarnazione, o il passaggio per un'ulteriore "ascesa", il cui processo comporterà l'abbandono anche del corpo astrale.
Chi sia riuscito (con tempi che possono variare) ad abbandonare anche il corpo astrale, disporrà unicamente di un corpo mentale, e vivrà nel piano mentale. Questo è l'ultimo livello in cui si può ancora parlare di "persona", "entità" o "individuo". Una volta che si sia abbandonato anche il corpo mentale senza che vi sia stata una rinascita in altro essere umano, avverrà un po' quello che i nativi americani chiamano l'essere sciolti nella Luce: l'anima entra nell'Akasha, in uno stato non ben conosciuto, ma sicuramente oltre le emozioni, oltre la mente ed oltre il bisogno di sentirsi (e ricordarsi di essere) un "io" individuale separato dal Tutto.

Cosa accade quindi? Accade che ad ogni trapasso, ogni singola persona segue una strada sua propria.

Vi sarà, ad esempio, chi resterà nell'astrale per anni, indeciso se reincarnarsi nuovamente o restare a vivere in quel piano, in cui si possono ancora provare emozioni e - in qualche misura - è ancora possibile star vicino ai propri cari e nei luoghi prima abitati o frequentati. Vi sarà chi avrà sganciato da sè anche il corpo astrale con estrema rapidità (eventualmente dopo aver elaborato traumi emotivi dovuti a morte violenta, o altre sofferenze non risolte) e dimorerà quindi nel mentale, un piano in cui sarà abbastanza immune dal dolore o dalle recriminazioni altrui, non disponendo più del veicolo (alias: del corpo sottile) adatto a captare le emozioni. E come detto, vi sarà chi, subito, farà il salto ed entrerà nella luce.

Le vie medianiche

Al momento, quasi tutti i metodi atti a cercare un contatto con i trapassati, si avvalgono di particolari poteri della mente umana; poteri extrasensoriali che si manifestano in una tipologia di persona, chiamata medium o (più modernamente) channeler.
Voglio ripetermi: ciò che dirò non dipende unicamente da letture, ma da esperienza diretta, avendo conosciuto molte di queste persone.
Il medium può essere tale dalla nascita, oppure può avere acquisito questa capacità nel corso della vita, talvolta dopo un duro lavoro a ciò finalizzato, altre volte (come accadeva negli incontri tenutisi nel mio studio) in via spontanea.
Come ogni altra persona, anche il medium non conosce interamente se stesso in ogni suo lato. Ha un lato inconscio, che condiziona in varia misura la personalità ed il carattere, le scelte di vita, i comportamenti e le interazioni. Inoltre, a differenza delle persone "normali", nel medium l'inconscio ha una prerogativa ulteriore: è il "centro coscienziale" che governa le facoltà medianiche.
In parole più semplici: se quel dono vi è, è grazie all'inconscio del medium, che sin dalla nascita oppure da un certo momento in avanti, ha dato la sua approvazione affinché determinati canali si aprissero e determinate energie potessero essere utilizzate per far funzionare quella capacità. E' sempre l'inconscio, infatti, che in determinati casi (prevalentemente a seguito di esperienze forti o episodi spiacevoli a seguito dell'uso di tali capacità) può bloccare la medianità e far tornare la persona come tutte le altre. Dal momento che l'inconscio è più facilmente contattabile in stato ipnotico, diventerà ora chiaro il motivo per cui dedicai tempo a studiare la medianità inducendo le persone in ipnosi.
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Ma torniamo a noi. Abbiamo accennato all'inconscio. Chi ne conosca qualcosa, concorderà con me allorché io affermi che l'80% di ognuno di noi è come la parte sommersa di un iceberg. Ciò che emerge (ed è ciò di cui siamo consapevoli) è soltanto la parte più piccola. Sommersa, vi è la parte più grande, la parte che - in varia misura - contiene anche l'esperienza delle esistenze passate, che interagisce con altri piani.

Siamo esseri complessi, che possiamo portare sepolto e nascosto un dolore enorme, così come tesori nascosti. Per varie ragioni che sarebbe impossibile spiegare, molto di ciò che siamo resta nascosto in quanto l'assetto inconscio "ritiene" che non sia opportuno o sicuro per l'esistenza stessa della persona esibire ed utilizzare determinati poteri.
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Il medium, come detto, lascia il governo di tali facoltà al proprio inconscio.

Studiando persone con doti medianiche, ho notato come le stesse avessero altre capacità, tra le quali quella di leggere il pensiero dell'interlocutore e, molto spesso, di guardare dentro la sua vita.

Difficilmente lo stesso medium riusciva coscientemente a discernere tra le due capacità. Molto spesso le persone si sedevano di fronte a me ed iniziavano a parlare, spesso raccontandomi fatti (veri) della mia vita che solo io potevo sapere, riferendomi soltanto che era ciò che veniva loro detto da "qualcuno", senza riuscire ad identificare i mittenti del messaggio.
Comunicare con persona morta - comunicare con i defunti è possibile
In altri casi, su mia esplicita richiesta, constatavo che i medium erano capaci di eseguire una lettura del mio pensiero, delle mie emozioni o della mia vita anche senza invocare o chiamare alcuno spirito, defunto, angelo o guida che fosse.

Alcune di queste persone (quelle dotate di maggior fede di tipo religioso) riuscivano ad ottenere risposte o a canalizzare messaggi soltanto nel caso in cui avessero pregato ed espressamente invocato un qualche tipo di entità (solitamente: angeli, il proprio angelo custode, e quindi, eventualmente, il defunto da contattare).

Ora, perché ho parlato di questo?

Per farti capire quante possibilità di errore possano esservi in una canalizzazione; errore di cui anche il medium-channeler-sensitivo può essere ignaro, operando in assoluta buona fede.

A nulla rileva che tu possa dirmi di essere stato/a da un sensitivo-medium il quale ti abbia rivelato di vedere accanto a te una figura (da te immediatamente riconosciuta), di averti dato le iniziali del suo nome (o il nome completo) e di averti rivelato cose che solo tu potevi sapere. E sai perché non rileva?

Il medium, in buona fede, può aver preso tutte quelle informazioni (visive e non) dalla tua stessa mente oppure direttamente dal piano mentale, utilizzando facoltà extrasensoriali di cui è in possesso e che gli consentono di leggere dentro l'interlocutore, sia esso presente fisicamente o a distanza.

Immagina il caso di una persona con una grande fede negli angeli e nella vita dell'aldilà, per cui ogni defunto sia immediatamente ed in ogni caso sempre contattabile.
Tale persona scopre in sé la possibilità di vedere accanto agli interlocutori delle "figure" e di sentirle parlare. Immediatamente ricollega tale capacità al fatto che si tratti di un dono di origine divina, e che ciò che viene percepito sia effettivamente la presenza di angeli e trapassati.

In realtà, le cose possono essere ben diverse.

Ad operare può essere semplicemente una sua facoltà (indubbiamente extrasensoriale, oltre i cinque sensi) empatica, di lettura del pensiero e delle informazioni dell'altra persona.

La persona che si reca da un medium, specialmente ove abbia perso un proprio caro e ne abbia a cuore il ricordo, non sa che, inconsapevolmente, sta creando una forma-pensiero relativa a quella persona. Ogniqualvolta la rievocherà nel ricordo o tenterà di parlarle, si raffigurerà mentalmente la sua immagine di come la persona era in vita (in ciò aiutata dalle probabilmente numerose fotografie che terrà vicino a sé). Arriverà in poco tempo a riuscire a raffigurarsela anche senza bisogno di guardare le fotografie, e sarà certo che - ove la persona avesse compiuto atti o gesti stravaganti in vita, come l'essersi vestita in un modo assolutamente inusuale - quella circostanza sarà stata immagazzinata nel subconscio della persona e, benché dimenticata, è accessibile ad un sensitivo.
Tu, cliente, ti siedi di fronte al medium che (nel caso migliore, in buona fede) accende il proprio dono. Il suo inconscio dà l'ok e si collega a tutti i tuoi strati sottili, dalla tua mente inconscia alla mente conscia.

I cavi invisibili si collegano, allo stesso modo in cui vengono collegati due pc.

Il medium inizia a vedere una figura al tuo fianco (così come lo sciamano vedrebbe probabilmente un animale). Quella figura potrebbe essere un'entità che tu stesso/a hai creato dopo innumerevoli momenti in cui hai pensato al defunto (si chiama forma-pensiero, ma potresti aver creato un'entità più complessa dotata sia del corpo mentale che del corpo astrale). Ove non si fosse creata alcuna entità, l'immagine sarà costruita con le informazioni che perverranno da te.

Il medium potrebbe quindi dirti di percepire la sua voce. Pure quella, in qualche cassetto della tua memoria conscia o inconscia, è immagazzinata.

Sicuramente, arriverà il messaggio. Ed è questa la parte più interessante.

Un giorno, a sorpresa, un allievo canalizzatore disse di vedere alcune entità al mio fianco, alcune in "rappresentanza" di divinità note, ed infine, un mio nonno.

Mi disse le iniziali del suo nome, e mi disse che lo stesso voleva farmi sapere (come prova di veridicità della comunicazione) che lo stesso mi aveva regalato una cosa, una sola cosa, ma di cui avevo fatto grande uso proprio nel momento del bisogno.

Effettivamente era stato così.

A ciò, seguiva un messaggio.

Ebbene, avrei potuto considerare assolutamente attendibile quella comunicazione, per il fatto che era uscito il nome del nonno e quella rivelazione che solo io potevo sapere?

No, non avrei potuto, perché in altre occasioni, quell'allievo, già mi aveva raccontato fatti personali del mio passato che soltanto io potevo conoscere. Ed in tali casi, non aveva visto e non aveva chiamato al mio fianco alcuna entità.

 

Un'entità al posto dell'altra

 

Un altro caso può verificarsi: un'entità si presenta veramente, ma non è quella che è stata chiamata.

Il caso principale è quello di intrusioni da parte di altre entità vaganti nei piani sottili, principalmente nell'astrale.
Per quanto il medium possa affermare di aver purificato l'ambiente, il discorso non è così semplice, e il buon esito della "purificazione" dipende primariamente dall'assetto dello stesso. Se la sua vita è imperniata sull'utilizzo dei primi tre chakra (pube, pancia, stomaco) e si tratta quindi di una persona che, nella vita normale, ha una sessualità molto attiva, picchi emotivi molto intensi, e vive le sue battaglie con passione, ebbene, durante la canalizzazione una tale persona è necessariamente aperta e vulnerabile a lasciare entrare entità del piano astrale che potranno creare ogni tipo di disturbo.
Ho raccontato in altro testo dell'esperienza avuta con un signore, il quale, da mesi aveva iniziato a sentire voci e ad avere esperienze particolari che assimilava ad esperienze di risveglio.
Affermava di udire continuamente messaggi da parte di "soggetti" che si definivano angeli.
Giunto di fronte a me, mi trovai quasi letteralmente "messo al muro", in quanto ai tempi nutrivo una enorme fiducia incondizionata in tutto ciò che si definisse angelico.
Il personaggio in questione iniziò a dirmi che gli angeli giunti avevano dei messaggi da riferirmi per aiutarmi a crescere (circostanza alquanto strana, se solo si pensa che le energie angeliche interagiscono unicamente ove chiamate, al fine di non interferire con il libero arbitrio). Il messaggio, dopo poche battute, si risolveva in una sorta di imposizione rivolta a me, di modificare il mio sito web, di creare una pagina per questo signore, di riempirla con i contenuti che lo stesso mi avrebbe dato, ed infine, con l'esortazione di mettermi al suo servizio.
Da confessioni emerse durante la conversazione, la stessa persona ammetteva di essere presa in giro dalle stesse voci udite, le quali la mettevano in guardia e le suggerivano di non fidarsi neppure di loro stesse.
Un atto di fede volto a considerare angelico quel messaggio sarebbe stato pura follia.

Esaminato questo caso, devo comunque segnalare che una "sostituzione" può avvenire non soltanto per "prepotenza" o "sabotaggio" da parte di entità impure.

Come accennavo sopra, ben potrebbe essere che l'anima che si vuole contattare, non sia più disponibile, o perché già reincarnatasi, o perché salita così in "alto" da non avere più strumenti per poter direttamente interagire. Se arrivi all'akasha e se hai i requisiti per poter evitare successive incarnazioni, è nel tuo interesse lasciare andare attaccamenti e ricordi ad ogni singola esistenza vissuta. Ciò non comporta una perdita di "amore" nei confronti dei tuoi cari, ma la realizzazione che le vite vissute sono state centinaia, le anime incontrate sono state milioni, e tutte rivestono pari importanza e meritano uguale amore. Nel piano in cui tutto è Uno, che senso avrebbe tornare a calarsi nella densità per dare importanza al dolore (tutto umano e illusorio) di chi, momentaneamente, sulla terra, non può comprendere tutto questo?

A fare il "lavoro" per conto suo, potrebbero essere altre presenza, definibili come "angeliche", le quali, dimoranti su piani più densi, entreranno in contatto con il medium. L'immagine sarà prodotta e creata identica a quella del defunto così com'era in quell'esistenza, e a "parlare" ed interagire saranno forze, coscienze, la cui identità non è importante: parleranno a nome del defunto portando, solitamente, un messaggio di amore.

Tali Presenze potrebbero certamente rivelare di essere giunte in rappresentanza. Alcune volte avviene, ma in altri casi, una simile risposta non sarebbe di aiuto all'interessato che si è rivolto al medium in preda al dolore e che, a priori, si aspetta di avere un contatto diretto da parte del defunto e di sentirsi dire dallo stesso che va tutto bene. Quale altro metodo si potrebbe utilizzare? Difficile trovarne.

La metafonia (o psicofonia) ed altri mezzi elettronici

 

Trattasi dell'uso di un registratore magnetico finalizzato a registrare voci che si attribuirebbero al defunto invocato.
Solitamente si collega il registratore ad una radio, che viene sintonizzata su un canale vuoto, in una frequenza che sia immediatamente vicino a quella di una stazione emittente. Ove possibile, si utilizzano le onde corte.

A seguito di preghiera, invocazione e domande, si lascia del tempo per consentire all'entità di rispondere. Riascoltando il nastro (spesso a volume molto alto), accade di udire delle frasi che rispondono alle domande, in modo più o meno preciso o sensato.

L'assunto è che le entità dei defunti utilizzino l'energia delle onde elettromagnetiche che noi udiamo come "rumore" nell'apparecchio radio. Modulandone la vibrazione, essi sarebbero in grado di creare parole e frasi che verrebbero impresse sul nastro.

Ora, anche qui, molto vi sarebbe da dire.
Comunicare con persona morta - comunicare con i defunti è possibile

Considerato l'enorme potere di cui una persona dispone (potere che, come già detto, è affidato al nostro inconscio), e considerato che il pensiero assillante e ricorrente ad una cosa (anche un defunto) può creare entità artificiali che possono arrivare a perseguitare il proprio "creatore" anche nel sonno, il quesito che dobbiamo porci è questo: chi può dire che, durante la registrazione, i "poteri" del medium, uniti a quelli eventualmente presenti nel cliente, non siano in grado di manipolare l'energia delle onde radio?

Inoltre, anche in questo caso, è sempre presente il rischio di sostituzioni. Non potrai mai avere la certezza che l'entità che interviene a formare frasi e parole sia proprio il defunto con cui tu desideri entrare in contatto.

Analogo discorso vale per qualsiasi forma di comunicazione attraverso l'uso di mezzi elettronici.

 

I piani sottili (mi riferisco ai piani di esistenza) sono popolati da innumerevoli "centri di coscienza": alcuni sono entità disincarnate (ovvero, senza il corpo fisico), altre sono parti delle stesse persone incarnate in questo mondo, altre ancora sono creazioni (spesso inconsapevoli) degli stessi esseri umani i quali - così come possono dare alla luce nuovi esseri umani - possono creare vere e proprie entità viventi nei piani sottili. Quando tali forti pensieri vengono emanati da gruppi, vengono a crearsi entità molto più forti, di tipo collettivo, chiamate eggregore, di cui ho parlato a questa pagina.

 

Nel piano astrale possono vagare enormi aggregati di pura energia emozionale (gioia, euforia, rabbia, paura, erotismo in grado di letteralmente invadere e possedere una singola persona), mentre nel piano mentale gli aggregati creati riguardano convinzioni e concetti. Le stesse ideologie esistono tutte sul piano mentale, molto spesso custodite dalle proprie eggregore che, in quanto viventi, emanano i loro contenuti e tendono ad influenzare le persone.

 

In questi piani, ancora, possono essere trasmessi (così come i programmi radiofonici qui sulla Terra) pensieri e ideologie condivise da determinate entità (pensiamo agli angeli, pensiamo a gruppi di anime di "alieni", dimoranti su altri pianeti o in altre galassie, che hanno alcuni dei loro membri incarnati qui sulla Terra).

I contenuti che vagano nel mentale non sono la Verità. Verità è un termine probabilmente impossibile da cogliere. Ogni presa di posizione, per quanto "pura" nell'intento, deriva sempre da una scelta. Anche lo scegliere il "bene", implica l'aver deciso di non accettare qualcosa che viene definito il "male". La scelta di un angelo di servire il "bene" implica il suo non accettare che determinate anime abbiano scelto di crescere seguendo una strada diversa, che possa contemplare determinate decisioni ed esperienze.
Comunicare con persona morta - comunicare con i defunti è possibile

Ebbene, molte persone, anche inconsciamente, sono connesse con queste "emittenti radiofoniche" spirituali. Possono portare in sè il ricordo di appartenere a tali gruppi di anime, così come possono (anche per genetica) avere la capacità di ricevere informazioni ed istruzioni, molto spesso senza minimamente rendersene conto. Tali persone vengono ad essere, a tutti gli effetti, degli "esecutori" di Spiriti disincarnati che, emanando contenuti mentali, li controllano a distanza.

I medium corrono un forte rischio di appartenere a questa schiera di esecutori. E' sufficiente che "lassù", qualcosa o qualcuno gli trasmetta determinati contenuti durante la canalizzazione, ed ecco che il medium, in assoluta buona fede, dirà al cliente che gli angeli, o il defunto, hanno detto questo o quello. Lo stesso medium crederà ciecamente a tutto questo in quanto conforme al proprio credo, e questa concordanza interna farà sì che i suoi doni si possano attivare per dare ulteriore conferme al cliente, andando a leggere dentro di esso fatti attinenti alla propria vita privata.
Comunicare con persona morta - comunicare con i defunti è possibile

In realtà, pur dopo tutto questo, nessuna autentica comunicazione sarà avvenuta con il defunto, e nessuna certezza sarà stata raggiunta sulla sua attuale condizione.

 

Ho impiegato vent'anni della mia vita a rendermi conto di tutto questo. Non è stato doloroso, in quanto è stato graduale.

Non intendo certamente affermare che una comunicazione con un trapassato sia impossibile. Affermo, invece, che sono innumerevoli le variabili in gioco, in forza delle quali è ben possibile che il contatto non vi possa essere.
La condizione del defunto (il quale potrebbe essersi reincarnato o avere avuto accesso a piani in cui gli è stato necessario sbarazzarsi dei corpi sottili intermedi e destrutturare la propria identità), unitamente all'intervento (richiesto o non richiesto) di altre presenze, e al controllo subliminale di determinati Poteri sul medium (il quale è ben in grado di conoscere fatti privati dell'interlocutore pur senza invocare alcuno spirito) fanno sì che non si possa raggiungere alcuna certezza sulla veridicità della comunicazione, a prescindere dalla dolcezza e bontà del messaggio che sia stato rilasciato.

 

Mi sento di consigliare due cose a chi sia alla disperata ricerca di un medium per cercare un contatto con un proprio caro defunto.

La prima: coltivare la propria spiritualità. Praticare la meditazione, centrarsi, percepire il Tutto in ogni cosa.

Siamo tutti, sin d'ora, parte del Tutto. Siamo un unico essere.

La telepatia, spesso, ci conferma che - pur lontani centinaia di chilometri - siamo in realtà gli uni negli altri. Lo spazio è un'illusione, o comunque, una condizione di esistenza relativa unicamente a questa nostra vita terrena.
Il tempo non ha sorte differente. Se ripensi al tuo passato, ecco lo vedrai comparirti vividamente innanzi agli occhi, e ti sembrerà che sia accaduto un istante fa.

Anche l'energia del defunto è quindi compenetrata in te. Sia perché nei piani sottili lo spazio non esiste più, sia perché anche il tempo è un'illusione di questa vita.
Osserva un campo con erba e fiori. Ogni persona umana è come uno stelo d'erba o un fiore: nasce, cresce, invecchia e appassisce. Ogni stelo d'erba ed ogni fiore è unico, non ne trovi un altro uguale. Quando appassisce, quel singolo fiore o stelo è estinto. Ma la sua energia, ciò che ne resta, torna al campo, per dare energia ad una nuova generazione di erba e fiori. E se osserverai tutto questo senza preconcetti e senza paure, ti renderai conto che in ogni fiore e stelo d'erba di quel campo, qualcosa permane sotto quell'eterno mutamento: la Vita.
Ebbene, quella Vita, pur Una ed Unica, contiene in sé tutti i fiori e gli steli d'erba che sono stati, che sono e che saranno.
Ogni stelo d'erba è quella Vita.

Analogamente, vale per le persone.
Il defunto che tu cerchi, è quella Vita, come anche tu sei quella Vita.
Inizia a meditare su questa Vita, a sentirla in te, all'origine di te stesso/a, ed a sentire quindi la pienezza che deriva da questo. Tutto è in tutto, e tutti siamo il nostro prossimo. Io sono il sasso, il filo d'erba, il cane, il gatto, lo sconosciuto che ho incontrato, il defunto morto in mare, ed il mio avo che è trapassato vent'anni fa.

In Tibet si usava preparare alla morte le persone sin dall'età dell'infanzia. Se in meditazione coltivi questa consapevolezza, essa entrerà a poco a poco dentro di te e plasmerà il tuo essere e la tua persona. Potrà sembrarti di diventare indifferente, ma in realtà, la condizione a cui perverrai ti darà una grande pace, che non potrà essere travolta da nessun evento esterno, perché saprai che tutto vive in te.
Comunicare con persona morta - comunicare con i defunti è possibile

Seconda indicazione. Se, pur avendo ben compreso quanto ho scritto in questa pagina, ti restasse il desiderio di provare ad interagire nei piani sottili, anche soltanto al fine di provare a comprendere la situazione nel caso concreto (se quell'anima sia disponibile a comunicare, se si sia reincarnata, ecc.), piuttosto che affidarti a terze persone, coltiva tu stesso/a lo sviluppo di queste capacità. Ti consiglio di iniziare acquistando libri sul viaggio astrale (detto anche OBE: Out of Body Experience), dal momento che il viaggio astrale è una sorte di "morte" temporanea, volontariamente provocata, in cui potrai vagare nei piani sottili e finanche incontrare esseri non più presenti in questo mondo. In aggiunta, potresti lavorare sui sogni lucidi.
Ove il viaggio astrale o il sogno lucido non ti riesca, potrai ovviamente dedicarti a praticare la comunicazione con i trapassati: troverai testi che ti suggeriranno esercizi per praticare la comunicazione, fornendoti aiuto nel capire quale tipo di tecnica sia a te più congeniale.

Non vi saranno garanzie in questo campo; o almeno, questo è ciò che mi sento di dirti dopo vent'anni di esperienze vissute tramite medium ma anche personalmente.

Tutto può essere di aiuto e può diventare esperienza costruttiva, purché non ci si dimentichi una cosa: sempre, siamo uniti con tutto ciò che è.

Mi presento

Mi chiamo Alessandro Segalini (più conosciuto con lo pseudonimo Shiayvam Atothas), vivo ed opero a Milano.

Ho iniziato ad interessarmi al mistero e al paranormale dall'età di otto anni, per continuare a coltivare questo interesse nell'adolescenza.

Sono diventato insegnante di Reiki e, successivamente, ho continuato ad approfondire il campo dell'energia e dell'invisibile attraverso la frequentazione di altri corsi e convegni, accogliendo esperienze di sciamanesimo, yoga, meditazione.

Misteriosamente invaso da persone sensitive e veggenti desiderosi di risvegliarsi, ho condotto con esse un lungo ed intenso lavoro di sperimentazione, volto a fare emergere e quindi a meglio conoscere le doti, spesso ancora latenti o poco sviluppate, che possedevano.

E' stato un viaggio che ci ha portati dentro l'occulto, a praticare la medianità in tutte le sue forme, dalla classica seduta spiritica, alla seduta di channelling, a forme più avanzate di contatto tra persone che hanno potuto consentire delle letture sulla persona a grandi distanze e quindi l'invio di energie di guarigione.

Durante gli anni di questa sperimentazione, più volte vi è stato modo di vivere esperienze di contatto angelico e con anime di trapassati. Esperienze che hanno portato a dubbi, perplessità, rivisitazioni di teorie prima aprioristicamente accettate o ripudiate sul tema.

Interessatomi all'alchimia, ho elaborato un metodo denominato Amethyst Tantra Yoga (per il quale rinvio ad apposita pagina di questo sito o a ricerche sul web).

Pratico ed insegno in autonomia il Reiki ed altri percorsi psico-spirituali oggi rientranti nella materia olistica (tutelata dalla legge n. 4/2013) nella realtà che ho simbolicamente denominato Amethyst Dharma Center.

Sono oggi a disposizione per consulenze sulla materia olistica a trecentosessanta gradi. Posso accompagnare persone di ogni età nel proprio ed individuale percorso di crescita spirituale attraverso percorso codificati (tra cui il Reiki) o in un percorso personalizzato ed individuale, nel quale mi servo, al bisogno, di ogni tipo di strumento terapeutico: dall'ipnosi regressiva, all'uso della suggestione cosciente, alle tecniche di Amethyst Tantra Yoga al fine di lavorare sugli schemi reattivi e sulle emozioni, al massaggio energetico e terapeutico volto a coadiuvare il rilascio emozionale e a stimolare lo scorrimento dell'energia nel corpo.

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I miei strumenti di divulgazione

Di questi tempi, ogni persona, quantunque possa ritenersi pura e nobile negli intenti, non può essere di grande aiuto verso gli altri allorché nessuno sappia della sua esistenza.

Conoscere, farsi conoscere, comunicare all'esterno le proprie proposte, è pertanto qualcosa di indispensabile.

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comunicare con persona defunta

Dorje Shiayvam Atothas

(Dott. Alessandro Segalini)

 

 

Counselor

Tantra Master

Grand Master Reiki  (18° liv.)

 

Founder of Amethyst Yoga

 

Listed in the "Teachers" page (presence in the world) of the World Yoga and Ayurveda community

http://www.worldyogayurveda.net

 

Affiliated to the European Yoga Federation

www.europeanyogafederation.net

Listed in the Italian community of counselors
www.counselingitalia.it

 

Facebook (profile):  www.facebook.com/amethystyoga
Alessandro Segalini (public page): www.facebook.com/alessandrosegaliniofficialpage

Youtube:

Amethyst Yoga Channel - https://www.youtube.com/user/Atothas77

 

Tantra official website:

www.tantramilano.altervista.org

 

e-mail: reikimilano@alice.it

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