Home
Cos'è Reiki
Storia del Reiki
Trattamenti
Corsi Reiki
Ayurveda Reiki
Corsi a distanza
Amethyst Yoga
Meditazione
Tutti i corsi
Letture consigliate
Articoli
Pratica Reiki
FAQ - Domande
L'insegnante
Privacy
Contatti

 

Amethyst Yoga
(Amethyst Tantra Yoga)             

 

Prerequisito minimo: nessuno.

Fondatore: Dorje Shiayvam Atothas Vajrachārya (Italia) - 2013

 

Introduzione.

Al giorno d'oggi, tra i numerosi cambiamenti sociali in atto, è innegabile riscontrare un anelito dell'essere umano volto a reimmergersi in una "dimensione spirituale".

Vi è chi la cerca sondando le proprie interiorità, e chi preferisce addentrarsi in un viaggio in cui ciò che sembra attirarlo maggiormente, almeno agli inizi, è il carattere di "mistero", di "rarità" e di "esclusività" di un insegnamento o di un percorso definito "esoterico" o "sciamanico".

Per venire incontro a tali esigenze, sono così fioriti insegnanti e corsi di innumerevoli discipline psicospirituali, vecchie e nuove, alcune delle quali propongono di affrontare nuovi cammini, mentre altre prediligono l'aderenza a percorsi già battuti, pur con modifiche, adattamenti o perfezionamenti.

Ciò che - in tutto questo processo - sembra esserne il neo, è la tendenza a relativizzare: considerare ogni insegnamento come "un'esperienza", da farsi, terminarsi e superarsi per essere sostituita da altre; cercare, e spesso quasi pretendere, di stringere i tempi in modo tale da affrontare ed apprendere quanto possibile all'insegna della maggiore efficienza (sulla scorta di schemi e di abitudini ormai radicate nel pragmatico mondo occidentale); considerare l'esperienza fatta, ovvero il corso seguito (ormai la tendenza è quella di parlare di "corsi") come uno "strumento in più" tra quelli già acquisiti attraverso l'autoapprendimento o la frequentazione di altri corsi.

"Fatti l'esperienza", è una frase spesso usata da veterani del settore che ritengono di consigliare a qualcuno la frequentazione di un ciclo di incontri a tema.

Se questo approccio (ormai generalizzatosi), favorito anche dall'integrazione dei mezzi di comunicazione, porta senza dubbio una interconnessione tra culture e metodi differenti, offrendo alla persona un vero e proprio "buffet" dal quale scegliere come riempire il proprio piatto, è altrettanto vero che la stragrande maggioranza degli individui coinvolti in questo tipo di apprendimento, finisce col cadere in una sorta di superficialità, che da un lato porta a vagare senza una direzione precisa, e dall'altro finisce con il trattenere il lavoro su di un livello mentale, lontano da quegli stati di essere e di coscienza che possono condurre ad una vera elevazione.

Sono innumerevoli le persone giunte da un insegnante al fine di "provare anche questo" dopo tutti gli insegnamenti già ricevuti e le tecniche già apprese e messe in pratica, in esito alle quali la persona riconosce di essere ancora in piena lotta con se stessa e con il dolore.

In seguito a segnalazioni di amici, iniziamo a leggere i Vangeli Apocrifi (spinti dal fascino di mettere finalmente le mani su qualcosa che la Chiesa ha sempre cercato di nascondere, e per questo presumendo di trovarci una Verità in grado di liberarci); leggiamo poi Gurdjeff, Rudolf Steiner, oppure i testi di Gregg Braden e molti altri autori, per finire poi a prendere la decisione di frequentare diversi cicli di incontri in tema di alchimia.

In queste fasi (in cui molti si trovano al giorno d'oggi), viene compiuto un lavoro a livello mentale. Vengono immesse nozioni, vengono operate delle nuove interpretazioni di quello che nella mente vi è già. Come conseguenza di questo lavoro - se svolto nella maniera appropriata - la mente diviene più aperta ed elastica, quindi più idonea ad accettare di intraprendere determinati tipi di lavoro alchemico e ad aprirsi a stati di consapevolezza ad essa superiori.

Ma quel lavoro sarà tutto da fare, in altra modalità. Ed invece, molto spesso, chi ha affrontato (spesso durante un'intera vita) quel tipo di percorso, questo ulteriore lavoro - il vero lavoro di trasmutazione che dovrebbe essere finalmente intrapreso - crede di averlo già fatto.

Persino il dialogo, con tali persone, risulta molto spesso difficile, dal momento che in esse sovente si generano compiacenza ed orgoglio per quanto già fatto ed imparato, con insofferenza ed atteggiamenti reattivi polemici laddove qualcuno si permetta di rivolgere una critica ai suddetti metodi, o semplicemente di constatare l'evidenza che se ancora c'è una profonda traccia di dolore, evidentemente tali metodi, così come insegnati oppure come messi in atto dal singolo, non sono stati sufficienti a condurre la persona verso un'autentica liberazione.

I risultati, sono quelli che vediamo. D'altra parte, sarebbe inutile indulgere in critiche sterili: alla fine, anche l'aspettativa di un risultato, non è essa stessa uno schema?

 

I passi verso Amethyst Yoga

 

"Non è il momento di studiare adesso! Metti in pratica le tecniche che sai ed inizia a fare il lavoro su di te !"

Questa frase viene attribuita ad una Dakini (essere celeste), nel contesto di una leggenda orientale sulla vita di Tsasum Lingpa, asceta tibetano, che ricevette dalla Stessa questo prezioso consiglio.

 

Non è necessario trascorrere mesi ad assimilare avidamente nozioni per poter essere in grado di iniziare un efficace auto-lavoro su di sé.

E' anzitutto necessario conoscersi. Approfondire la conoscenza di se stessi.

Inoltre, è necessario fare un minimo di chiarezza su ciò che ci si prefigge.

Una volta chiariti questi punti, in poche ore le tecniche occorrenti (sfrondate da nomi strani, infinite varianti insignificanti, date e legami geografici) possono essere apprese.

La Tradizione, in origine (prima della frammentazione delle culture, delle spiritualità e delle religioni), era unica. Da quell'Unica tradizione ogni operatore, oggi - in base al proprio livello iniziatico ed alla propria disponibilità ad ascoltare la Saggezza - trae gli elementi di ciò che va a proporre, anche quando fornisce alla propria tecnica un nome nuovo.

 

Questa disciplina, oggi chiamata Amethyst Yoga, è stata messa a punto recentemente dal maestro Dorje Shiayvam Atothas.

Quanto rilevato dal maestro Shiayvam Atothas su se stesso e successivamente nella generalità delle persone, è l'attuale condizione dell'essere umano, portatore di una "goccia di luce divina", da sempre e per sempre connessa al Tutto. Più correttamente, può dirsi che proprio lo stesso Uomo è tale scintilla divina.

Eppure, tale scintilla divina, che costituisce la sua essenza più profonda, si trova a muoversi in un "mondo" in cui non ricorda nulla di se stessa, e nel quale, inevitabilmente, viene investita - fin dalla primissima infanzia - da una serie di strutture che letteralmente la appannano, impedendole di vedere (in primis, schemi mentali; attitudine al giudizio; generazione di attaccamenti ed aspettative, con conseguente attitudine alla repulsione sottoforma di rabbia o di paura verso ciò che non attira).

Qualcuno chiama "armature" queste strutture; qualcun altro ha ripreso il noto termine "matrix". Ma alla fine, comunque, poco importa il nome, laddove il vero problema sia stato identificato.

Fu a questo punto che il maestro Atothas si sentì spinto (in modo abbastanza intuitivo e poco spiegabile razionalmente) a ricercare letture relative all'esoterismo orientale. L'inspiegabile iniziò a connotarsi di misticismo laddove, durante la lettura e i primi tentativi di pratica dei contenuti del primo testo sui Tantra (reperito tra i testi più datati  di una grande biblioteca), lo stesso sperimentò visioni che gli confermavano che stava battendo il sentiero giusto.

Una lettura rimandò all'altra, così come vi fu la possibilità di arricchire il bagaglio nozionistico anche con la fruizione di corsi a distanza, che a loro volta instillarono l'interesse per ulteriori approfondimenti. Tutto questo spinse l'asceta Shiayvam, mai uscito dall'Europa nell'attuale incarnazione, a cercare di andare oltre l'esposizione saggistica dei testi letti, per cercare di ricostruire nel loro nucleo essenziale le tecniche tantriche, ancora oggi oggetto di insegnamento soltanto ai devoti ai quali è concesso di ricevere l'iniziazione da un maestro.

Shiayvam Atothas sentiva dentro di sè che né il samaya (insieme di voti e di rituali che legano un discepolo al proprio maestro) né un'eccessiva attenzione al formalismo e agli addobbi rituali erano più necessari ai nostri tempi, in cui, invece, vi era più che mai la necessità di mettere in moto il nucleo delle pratiche ascetiche insegnate, al fine di riportare in centratura e in allineamento le anime degli occidentali, quasi tutti persi e precipitati nella dualità, durante l'adolescenza tra decine di miraggi illusori ed energie emozionali erotiche e di idolatria verso persone; da adulti, in frenetici ritmi dettati da un'attività ed un sistema lavorativo e produttivo alienante, da essi stessi creato.

In seguito a tale constatazione, il maestro, che dal nuovo e consapevole punto di osservazione raggiunto si sentiva impuro, iniziò a praticare su di sè, seguendo come guida pratica null'altro che l'affidamento al proprio sentire, a quell'intuito che lo aveva portato fin lì. Sullo spunto di tecniche tradizionali, sono così fiorite meditazioni dedicate a determinati aspetti, fino ad ora non troppo considerati neppure da queste culture, e che pur risultano fondamentali per chi voglia veramente disintegrare i propri "blocchi" nella maniera più rapida e diretta.

Da quel momento, la sperimentazione è continuata coinvolgendo altre persone ed ottenendo riscontri sia dai diretti interessati, sia dai Tramiti di Luce (o Maestri di Luce, o Maestri Ascesi) che seguono l'evoluzione dell'umanità.

I Maestri, dopo aver rassicurato Shiayvam sulla sua capacità - già presente ed ora riattivata - capacità di poter guidare altre anime, gli hanno ricordato di possedere diverse memorie relative ad incarnazioni in oriente (in modo particolare, in Tibet), le quali memorie, in corso di risveglio, gli hanno fornito e avrebbero continuato a fornirgli (dall'interno e senza necessità di essere seguito da altra Guida umana o spirituale) tutto il necessario per portare a termine il suo cammino, ma soprattutto per svolgere "veramente" quel ruolo di maestro, deciso per lui in questa sua incarnazione.

 

Amethyst Yoga

Per avere un'idea del lavoro spirituale che dovrebbe essere intrapreso dall'essere umano del ventunesimo secolo che voglia ritrovare se stesso, risulta utilissimo evocare l'immagine di una miniera.

L'uomo è sia il diamante nascosto nelle profondità della miniera, sia lo stesso minatore che deve attivarsi, con fatica, impegno e costanza, per scavare (spesso rompendo, spaccando massi e grossi ostacoli) ed arrivare infine a liberare e trovare quanto cercato.

Il lavoro proposto nell'Amethyst Yoga è proprio questo: entrare nella miniera (che indubbiamente è una zona buia, il che significa accettare di esplorare il proprio "lato ombra" ed accettare di dimorarci e conviverci); scavare fino a che sia necessario al fine di rimuovere ogni ostruzione solida, per quanto spessa e dura possa rivelarsi, senza mai perdersi d'animo; infine, raccogliere quanto cercato e solo a quel punto, permettersi di uscire dalla miniera.

Amethyst Yoga rappresenta quindi un percorso, il cui apprendimento si snoda su diversi incontri ripartiti in diversi mesi, in cui si apprende, si mette in pratica e si condividono gli esiti in merito a:

- presa di coscienza della propria condizione (qualunque essa sia, nella peculiarità che connota ogni singola persona);

- lavoro sul piano emozionale: presa di coscienza delle energie in movimento e del polo da cui promanano; tecniche meditative specifiche per assumerne il controllo e - ove possibile - per realizzarne la trasmutazione;

- lavoro sul piano mentale, con esercizi pratici da svolgere in meditazione così come nelle attività quotidiane della giornata, volte a far conseguire la liberazione dalla schiavitù di schemi ed ossessioni di carattere mentale.

Queste tappe sono conseguibili, con la dovuta costanza, tramite diverse tecniche, la cui forza è la loro semplicità, che permette di poter avviare da subito un procedimento di trasmutazione sia emozionale che mentale attraverso l'esperienza.

Non esiste una lista degli aspetti su cui si potrà andare a lavorare: ogni praticante, nella vita, saprà individuare i propri, e sarà nella possibilità di applicare le tecniche per guarire un aspetto di sé, si tratti di fobie o resistenze nei confronti di esperienze appartenenti alla quotidianità, oppure del timore di lasciarsi andare e consentire il naturale manifestarsi di "doni" di carattere extrasensoriale, già presenti e pronti ad emergere ma bloccati da paure consce ed inconsce. La tecnica base sarà sempre la stessa.

Oltre al lavoro meditativo, la pratica sarà affiancata dal lavoro con l'Energia, che prende il nome di Amethyst Reiki, alla quale gli allievi saranno iniziati.

Trattasi, quindi, di un lavoro che prescinde dal corpo e - al modo dei Tantra - propone un lavoro direttamente sull'aspetto energetico, in modo da realizzare un'autentica purificazione attraverso la trasmutazione della sostanza sottile di cui ogni corpo sottile è composto.

Una volta acquisita una certa libertà dalle afflizioni dell'animo (i klèsa di cui si parla negli Yogasutra di Patanjali), l'insegnamento guida ad attuare altre pratiche meditative, volte all'espansione della coscienza nel suo innalzamento vibrazionale, in una progressione che non conosce limitazioni e che può condurre chi a ciò sia pronto verso la Liberazione finale.

Un tale lavoro, portato avanti con costanza e serietà, si è rivelato più volte efficace anche nella risoluzione di patologie sul piano fisico ritenute dalla medicina di carattere cronico, come ad esempio disturbi gastrici oppure eruzioni cutanee. Inspiegabilmente (dal punto di vista scientifico), mentre il lavoro trasmutativo prosegue senza alcuna aspettativa di risultato, accade che ad un certo punto la patologia sparisce.

Ciò è spiegabile alla luce della visione olistica dell'essere umano: ogni malattia, ogni disturbo, è la somatizzazione nel corpo di un contrasto, uno squilibrio, un disagio, una disarmonia energetica sita nei livelli superiori dell'essere umano (emozionale e mentale, sia dal lato conscio che inconscio).

Avuto accesso a tali livelli e realizzata la trasmutazione, non vi è più necessità che il corpo somatizzi e il disturbo sparisce.

Il problema, semmai, è riuscire ad individuare esattamente la causa, sul proprio livello, ed avere la costanza di proseguire il lavoro riuscendo a mantenersi distaccati da ogni aspettativa di risultato. In molti casi, comunque, ciò può avvenire.

Inoltre, ai livelli più elevati (per chi, ultimate le tappe basilari del percorso, avesse il desiderio di accedervi ed incontrasse il consenso dell'insegnante), le tecniche utilizzate approfondiranno il rapporto con le Energie, attraverso la connessione a figure archetipiche, mitologiche e religiose proprie della cultura orientale, con la recita di mantra, l'uso di visualizzazioni e l'effettuazione di cerimonie rituali.

 

Il lignaggio.

Per espressa istruzione dei Maestri di Luce, il lignaggio riparte da capo, e quindi da Dorje Shiayvam Atothas.

Trattasi infatti, non della replica di corsi fruibili in India o in Tibet, ma di una tecnica nuova, che doveva avere un nome nuovo (quale è, in effetti, Amethyst Yoga) e che deve consistere in una rielaborazione creativa che porti il fondatore stesso a raggiungere una forma di indipendenza in cui l'insegnamento condiviso giunga direttamente da Loro.

Così è stato fatto. Possa quindi questa tecnica diffondersi ed essere - com'è d'uso oggi e come è stato richiesto al fondatore di accettare - uno "strumento in più" per tutti coloro che, iniziati o meno in discipline spirituali, decidano di fidarsi di questo insegnamento.

Con la benedizione delle Guide terrene e spirituali, degli Angeli, dei Deva, delle Dakini, degli Heruka e di tutti quei tramiti e collaboratori che portano avanti l'evoluzione umana sulla terra.

 

 

Per informazioni scrivete a:

 

 reikimilano@alice.it

 

 

 Il percorso.

 

Lezione n. 1 - Ascoltarsi

La lezione (estratto) è disponibile online a:     http://youtu.be/3y8eo8n2sEQ

Lezione n. 5 - L'eros La lezione (estratto) è disponibile online a:     http://youtu.be/TSpKTOaK0yI
PROGRAMMA 2013 Il programma degli incontri è scaricabile in formato pdf cliccando   QUI

Amethyst Yoga corsi e seminari a MILANO

__________________________________________

 

I COSTI

 

Per la sperimentazione dell'anno 2013 (con termine a novembre), il costo è di € 5,00 ad incontro.

Per i corsi che si fisseranno con futuri calendari, il costo sarà modulato a seconda del numero dei partecipanti.

 

Sono comunque possibili incontri individuali:

Primo livello (5 incontri individuali): Euro 150

 

(i prezzi sono da intendersi IVA esclusa)

 

__________________________________________

 

This video offers a short description of the Amethyst Yoga method, channelled and founded by the Italian master Dorje Shiayvam Atothas (Dr. Alessandro Segalini) in January 2013. A precious instrument to dissolve mental patterns and emotional obstacles and to achieve Buddhahood.

 

 

 

 

Official Amethyst Yoga website: www.amethystyoga.altervista.org

 

 
 
 
   

Corsi Reiki Milano - Trattamenti Reiki Milano - Corsi Reiki Piacenza - Trattamenti Reiki a domicilio - Corsi Reiki a domicilio